Economia

Varese, positivo l’export, ma inferiore a Lombardia e Italia

Sono cresciute del 5,9% rispetto all’anno precedente giungendo a quota 9 miliardi e 314 milioni di euro. L’analisi dei dati sulle esportazioni delle imprese varesine nel 2011 evidenzia una tendenza all’aumento che ha riportato i valori ai massimi del 2008, quando si toccò il record di 9 miliardi e 317 milioni frutto di vendite sui mercati esteri. Un recupero sostenuto da rapporti di cambio, particolarmente favorevoli negli scorsi dodici mesi. Situazione quest’ultima che, viceversa, ha pesato negativamente sull’import. A fronte di una forte capacità di penetrazione internazionale, il Sistema Varese registra infatti un ancor più accentuato aumento delle importazioni (+16,7%). Il saldo della bilancia commerciale varesina, peraltro, resta ampiamente positivo per 2 miliardi e 856 milioni di euro.

Che non tutto sia “rose e fiori” in questi dati pubblicati su www.osserva-varese.it, sito gestito dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio, è comunque confermato dalla circostanza che il recupero provinciale, pur ampiamente positivo, non ricalca appieno le solide dinamiche delle esportazioni evidenziate in Lombardia +10,8% e in Italia +11,4%.

I dati sui documenti rilasciati dalla Camera di Commercio per l’accompagnamento delle merci verso Paesi extra-Ue in avvio di 2012 segnalano la diversificazione crescente delle relazioni internazionali delle imprese varesine. Questi documenti, necessari per l’export al di fuori del mercato comune europeo, sono infatti passati nei mesi di gennaio e febbraio dai 649 del 2011 ai 1.569 di quest’anno.

Ritornando al dato complessivo 2011, le esportazioni della provincia di Varese per il 99% si riferiscono a merci prodotte da imprese manifatturiere. I macro-settori che hanno contribuito in misura maggiore sono il Metalmeccanico (63%), nel quale troviamo tra gli altri la “Meccanica e Macchinari” con il 26,9%, i “Mezzi di Trasporto” con il 17,5% e gli “Apparecchi Elettrici ed Elettronici” con il 13,9%. Seguono il settore Chimico-Farmaceutico (10,6%), il Tessile-Pelle-Abbigliamento (9,5%) e la Gomma-Plastica (8,4%).

Quasi tutti i settori hanno registrato tassi di variazione positivi rispetto al 2010: bene la Meccanica e i Macchinari (+16%), il Chimico-Farmaceutico (+12,9%), la Gomma-Plastica (+9,2%), il Tessile-Abbigliamento (+8,5%) e nel loro piccolo anche i Minerali non Metalliferi e la Metallurgia (+29,1%) e gli Alimentari-Carta-Legno-Mobili (+13,7%). Performace in rallentamento, invece, per i Mezzi di Trasporto (-13,8%) e gli Apparecchi Elettrici ed Elettronici (-2,9%).

Riguardo ai mercati di destinazione delle esportazioni, l’Unione Europea ne assorbe più della metà (52%) in particolare i paesi che ricoprono un ruolo primario sono Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Tuttavia, nell’ultimo anno la crescita è stata trainata soprattutto dalle esportazioni verso le aree extra Unione: in particolare il Sud America, l’Europa non UE e tutta l’Asia, rallenta nel 2011, a causa soprattutto dell’instabilità politica, l’interesse per l’Africa e il Medio Oriente. Fuori dai confini UE i paesi con i quali vi sono rapporti commerciali più intensi sono: Turchia, India, Cina, Russia e Brasile.

4 aprile 2012
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