Varese

Bacchetta: hanno promesso? Paghino di tasca loro

Alexandra Bacchetta

Ottavo giorno di digiuno di Anne-Alexandra Bacchetta Patureau in piazza della Libertà, tra la Questura e la Prefettura. Le immagini del disastro, i volantini che aggiornano sulla sua situazione, un mazzetto di fiori che qualcuno le ha portato. “No, ancora nessuna risposta”, ci dice subito appena ci avviciniamo. Una battaglia per ottenere i rimborsi dallo Stato che vede un numero sempre più ampio di sostenitori, anche grazie alla pagina aperta su Facebook “Varese per Alexandra”, che ha già superato i mille amici in poche ore (http://www.facebook.com/#!/groups/255706984524031/).

“Sento che in tanti mi sono vicini”, dice Alexandra. Sta impegnandosi per avere contatti con il Pirellone. “Ho inviato tutta la documentazione accompagnata da una lettera al presidente Formigoni il 17 gennaio 2011, ma da allora non ho avuto alcuna risposta”. Così è avvenuto anche per le altre istituzioni, Comune e Provincia. Una lotta che Alexandra sta portando avanti nonostante le difficoltà anche fisiche. “Sì, i sanitari mi dicono di smettere, ma io vado avanti, perchè difendo un diritto di tutti”.

Alexandra è molto attenta a non fare strumentalizzare da politici e partiti la sua battaglia. “Io dai politici ho ricevuto un sacco di promesse, che poi non sono state mantenute – dice l’imprenditrice, proprietaria del relais Cà dei Santi, distrutto dall’alluvione del luglio 2009. – Ora mi hanno detto che sono finiti i fondi. Ma resta il fatto che bisogna mantenere fede alle promesse: i politici che hanno promesso, paghino di tasca loro”. Alexandra Bacchetta attende un rimborso che dovrebbe essere di un milione di euro, ma anche la metà di quella cifra salverebbe la sua azienda.  Ha deciso di portare la sua lotta avanti fino a quando otterrà un risultato. E’ decisa e forte. E ogni giorno che passa cresce l’affetto e la solidarietà attorno a lei.

2 aprile 2012
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