Varese

Pallavicini, folgorato sulla via di Pier Vittorio Tondelli

La presentazione alla Libreria del Corso di Varese

Si conferma ormai un punto di riferimento per eventi culturali, la Libreria del Corso di Varese. Uno spazio che ospita frequenti presentazioni di volumi alla presenza degli autori. E poco importa se, accanto, vicino, a poche centinaia di metri, siano presenti marchi prestigiosi come Feltrinelli: alla Libreria del Corso può accadere, come ieri pomeriggio, che si presentino opere pubblicate dallo stesso marchio.

E’ stato il caso del volume “Romanzo per signora” di Piersandro Pallavicini che, dialogando con il poeta-editore Dino Azzalin, ha raccontato di sè e del romanzo. L’autore ha iniziato elogiando creatività e stile della libreria varesina, che ha realizzato una vetrina dedicata al romanzo davvero bella e raffinata.  Poi, seguendo la traccia delle provocazioni di Azzalin, ha sottolinreato i legami con il nostro territorio da parte di un cinquantenme di Vigevano come lui.

“Io sono un vero devoto di Piero Chiara, di cui ho letto praticamente tutto – ha detto Pallavicini, con grande gioia di Romano Oldrini, presidente del Premio Chiara, che ascoltava tra il pubblico. – Poi una buona parte delle pagine del romanzo sono nate a Porto Valtravaglia, dove forse sentivo gli influssi del lago giungere fino a me”. Ma tra gli scrittori più citati dal romanziere, Pier Vittorio Tondelli, uno dei “miti” degli anni Ottanta, morto prematuramente. “Tondelli mi ha molto influenzato, perchè a lui si deve l’uscita della narrativa italiana da una stagione grigia e sperimentale, per entrare in una fase in cui si è ritrovata la viglia di narrare storie, che è ciò che più mi interessa”. Un interesse per Tondelli che si è espresso in una delle figure del romanzo, Leo Meyer, che è una controfigura di Tondelli. Pallavicini confessa di essere rimasto folgorato da uno dei racconti, appunto, folgoranti di Tondelli, “Viaggio a Grasse”, che racconta dell’incontro con l’enigmatico scrittore Frederic Prokosch e viene pubblicato, postumo, nel volume di Tondelli “L’abbandono”.

Leggerezza, divertimento, ma anche senso dell’invecchiamento e della morte che si avvicina, benché tutto questo viva dentro una cornice di un Grand Tour a Nizza da parte di facoltosi signori dal pingue conto in banca e dalla voglia di trascorrere una bella vacanza in Costa Azzurra. Un romanzo che nasce da una svolta profonda dell’autore, che ha scelto, per questo romanzo presentato a Varese, di cambiare registro, allontanandosi dalle situzioni più scabrose e pesanti delle opere precedenti. Quanto alla scelta di presentare il suo volume alla Libreria del Corso e non in casa Feltrinelli, Pallavicini è tranciante e ironico nello stesso tempo: “Vado dove mi invitano”.

Immancabile liturgia finale del firma-copie e dei complimenti dei lettori.

1 aprile 2012
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