Varese

Pd di Varese, sull’articolo 18 lontano dalla Cgil

Da sinistra, Carignola, Taricco e Cacioppo

Un lungo confronto con la base, 85 Circoli e 300 iscritti, ha portato ad un documento unitario su governo Monti e riforma del lavoro. Un risultato importante per il Partito democratico della Provincia di Varese. “Abbiamo raggiunto una linea comune sulla riforma del lavoro – spiega Fbrizio Taricco, segretario provinciale del Pd -. Una conclusione unitaria che è passata per una discussione molto partecipata, che ha visto anche opinioni diverse. Ma che alla fine si è coagulata attorno ad un documento finale condiviso”. Per Taricco, l’unità di un partito come il Pd è un “valore aggiunto” per la politica italiana e per il governo Monti. Temi difficili, “caldissimi”, impegnativi in un momento in cui il principale sindacato italiano, la Cgil, tradizionalmente vicino al Pd, ha già scelto di scendere in piazza contro la riforma del lavoro.

Ma questo è un fatto che non preoccupa il Pd di Varese. E’ chiaro, sul punto, Taricco. “Siamo un partito dei lavori, non un partito che rappresenta soltanto il lavoro dipendente”. Tra le finalità del Pd “partito riformista”, continua il segretario provinciale, “quello di rappresentare il mondo delle professioni, un mondo che non ho mai visto rappresentare dalla Cgil”. Quanto allo sciopero, Taricco dichiara che “se gli obiettivi saranno condivisi, potremo partecipare, se invece sarà uno sciopero per il reintegro assoluto del lavoratore, senza discutere, allora come segretario del Pd provinciale io non ci vado”. 

Una riflessione sulla riforma del lavoro targata Fornero, non ha portato a prenderla a scatola chiusa. Ci sono richieste di cambiamento, che saranno avanzate in aula con gli emendamenti del Pd al ddl Fornero. Ad esempio, il Pd chiede un intervento più forte a favore di lavoratori precari e atipici: un milione di lavoratori con contratti atipici, e 4 milioni di partite Iva ai quali, per il Pd, va garantita più protezione sociale. E poi Taricco ricorda come si debba allentare il Patto di stabilità che blocca gli investimenti dei Comuni: “è necessario fare ripartire il lavoro con le opere pubbliche realizzate dai Comuni”.

Anche di articolo 18 ha discusso la base del Pd di Varese. Emiliano Cacioppo, responsabile Economia e Lavoro per il Pd provinciale, sottolinea come “erroneamente la discussione sull’articolo 18 ha imposto l’agenda”. Per quanto riguarda il Pd, si propone il modello tedesco, che esclude il reintegro senza se e senza ma, e che attribuisce al giudice del lavoro il giudizio su questa possibilità oppure su un indennizzo. Luca Carignola, coordinatore della segreteria provinciale, aggiunge che “molti lavoratori sono esclusi dall’applicazione dell’articolo 18, a partire dai giovani”. Per Cacioppo “c’è il rischio che con la difesa dell’articolo 18 si tuteli un mondo del lavoro che va scomparendo”.

29 marzo 2012
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4 commenti a “Pd di Varese, sull’articolo 18 lontano dalla Cgil

  1. bruno belli il 29 marzo 2012, ore 17:10

    Leggo “partito riformista”.
    Da sempre allergico alle parole terminanti con il suffisso “-ista”, “-ismo”, poichè rappresentano l’aderenza ad un atteggiamento dottrinale o pratico, e, di solito, sono etichette che stanno strette, mi chiedo se gli esponeti del PD presenti nell’articolo ci possano spiegare cosa intendano con “riformismo”.
    L’Italia che ragiona, che si è abituata a centinaia di “-ismi” nella storia, vedendo che da vari lustri non si contano concreti risultati di miglioramento, vorebbe, forse, sentire discorsi succinti e chiari, dove si dica una volta per tutte “pane al pane e vino al vino”.
    Con tutti questi “-ismi”, infatti, si è giunti all’accettare tutto ed il contrario di questo tutto, con il fatto che, discutendo di lavoro e di riforme, mai si pensa con un esempio concreto a come far partire realmente questa economia italiana, tra le più stagnanti al mondo (oggi – alleluja! – sembra essersene accorto anche il minsitro Passera!!!).
    Tanto più che, se per i Comuni, a detta del segretario provinciale del PD, il solo grande problema sia il patto di stabilità, stiamo freschi.
    Mi chiedo se i politici d’oggi – indipendentemente dal credo e dal colore – sappiano coniugare il pensiero all’atto pratico, avendo ben guardato la realtà quotidiana, perchè ho grandi dubbi – dati i risultati – di questa capacità di sintesi tra i due aspetti la quale dovrebbe essere, invece, alimento stesso e base dell’attività politica.

  2. scandroglio luigi il 30 marzo 2012, ore 07:37

    probabilmente vi siete allontanati molto dalla classe operaia sono daccordo che l’italia va salvata dai danni dei precedenti governi ma non si puo accettare supinamente tutto quello che propone monti anche ilnostro senatore iachino era su queste posizioni sono convinto che anche lui non ha mai lavorato in fabbrica sopratutto in quelle piccole e medie attenti a bocciare le proposte della cgil

  3. rocco cordì il 31 marzo 2012, ore 00:15

    Pur non condivendo nulla delle dichiarazioni sopra riportate avrei apprezzato tanto fervore se i tre avessero avuto il coraggio di esporle nelle due assemblee pubbliche – promosse dallo stesso PD – in cui prima Fassina e poi Nerozzi hanno sostenuto tesi e argomenti diametralmente opposte alle ore. Mi spiace ma per il PD varesino non è una bella prova.

  4. rocco cordì il 31 marzo 2012, ore 00:19

    ….correggo l’errore di battuitura. Nella penultima riga “opposte alle loro” e non “alle ore”.

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