Lettere

Ancora sull’antenna

Egregio Assessore Stefano Clerici, spero che sia così cortese da volere rispondere nel merito a quanto ho sollevato martedì 27 marzo u.s., tramite il post alla Sua lettera su questa stessa testata “Varesereport”, non tanto per un atto d’educazione nei miei confronti, ma in ossequio al rispetto verso l’intera cittadinanza. Purtroppo, ieri, invece di trovare una Sua risposta, che meglio avremmo tutti gradito, credo

mi sono dovuto leggere un intervento fazioso firmato “@realtà”, le cui argomentazioni mi auguro che Lei non voglia abbracciare. Spero, anzi, che, nemmeno le condivida, per lo meno così come sono state esposte da chi si cela dietro tale zelante, ma inappropriato pseudonimo.

Mi auguro, inoltre, che Lei voglia persino riprendere in modo diretto tali esternazioni, perché non giovano di certo alla Sua figura, potendosi, infatti, pensare che Lei approvi individui che banalizzano gli argomenti inerenti “il bene ed il patrimonio pubblico”, quando, invece, sappiamo che un politico serio nemmeno li prende in considerazione.

Resto convinto del fatto che, in ogni caso nemmeno si sarebbe dovuto portare in Giunta il progetto di porre un’antenna per la telefonia mobile su di un monumento storico, ché resta squalificante per la città in merito alla valorizzazione del patrimonio artistico culturale.

Si tratta, tra l’altro, di un patrimonio che è anche valore economico, se si sapesse elaborare un progetto intelligente inerente al demanio storico della città.

Tale patrimonio, ricordo a Lei ed ai membri di Giunta, dovrebbe essere tutelato in primis da chi amministra la “cosa pubblica”, indipendentemente dalle difficoltà economiche del momento.

Che siano tempi di vacche magre, d’accordo, ma Le ricordo che meglio sarebbe arginare, allora, certe spese di bilancio che il Comune potrebbe benissimo accantonare, tra le tante, solo a titolo esemplificativo, l’affitto e le utenze che l’Amministrazione Comunale sborsa per il Teatrino Santuccio (superano i 60.000 euro annui), Amministrazione che, di fatto, non gestisce direttamente avendone demandato – sempre per decisione di Giunta – a terzi.

Restando, però, nel merito dell’Antenna sulla Torre del castello, credo che meglio sarebbe se la Giunta di Varese, “motu proprio”, abrogasse questa decisione, prima dell’esito emesso dalla Soprintendenza: sarebbe, per lo meno, un gesto di responsabilità e di riguardo verso la cittadinanza.

Anzi, spero che Lei stesso si prodighi affinché tale abrogazione giungesse il prima possibile nella discussione di Giunta. Sarebbe, infatti, una dimostrazione di saggezza e di serietà da parte dei nostri Amministratori anche l’ammettere una “svista”, seppure mossa da un fine non riprovevole come il portare 15.000,00 euro nelle casse del Comune di Varese, una svista che, però, lascerebbe passare il pericoloso principio per il quale – non importa se in merito ad 1 o 100 antenne – non si faccia distinzione tra manutenzione conservativa ed innovazione, tra edificio di pregio storico ed artistico ed alloggio, tra salute pubblica ed interesse economico del privato come è, agli effetti di legge, un gestore di telefonia.

Con stima, i migliori saluti.

Bruno Belli

29 marzo 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

4 commenti a “Ancora sull’antenna

  1. Giuseppina De Maria il 29 marzo 2012, ore 19:05

    Il nostro patrimonio artistico resta il più bello del mondo e Varese è sempre stata un’oasi di verde tra laghi e monti, immersa in un paesaggio mozzafiato che ci fa commuovere nonostante le tante trasformazioni. Anni fa l’apertura di parchi alla cittadinanza rendeva possibile a tutti il godimento di tante bellezze, poi Villa Ponti è stata chiusa, la collina dell’Ippodromo traformata in un orrbile albergo. Ora leggo la questione del “Castello di Masnago” e la sola immagine di un’antenna sulla torre incombe come un avvertimento/sentimento di morte oltre che come oltraggio all’arte e alla poesia. Dobbiamo essere realisti nel nostro squallido tempo di inganni e disillusioni, ma tra l’edilizia selvaggia dell’ultimo ventennio non esiste un luogo più “anonimo” dove collocare la bandiera del progresso? “Qui mira e qui ti specchia secol superbo e sciocco …” diceva Leopardi ed alludeva al percorso naturale della lava vesuviana, ora siamo consapevoli delle conseguenze cui andiamo incontro, ma ne abbiamo fatte tante e forse un po’ di eliminazione di massa risolverà i problemi immediati di qualcuno.

  2. Emiliano il 29 marzo 2012, ore 21:41

    Sottoscrivo e mi trovo perfettamente concorde con quanto scritto da Bruno Belli. Spero altri mi seguano…

  3. Beppe Orlandi il 30 marzo 2012, ore 00:56

    Condivido totalmente le considerazioni del signor Belli.
    Beppe Orlandi

  4. ombretta diaferia il 30 marzo 2012, ore 10:21

    “L’Impero del Brutto devasta la Natura in nome di una migliore qualità della Vita; impone il Denaro come unico fondamento possibile del Potere e come Misura del Valore delle Opere d’Arte.
    Se non fossimo complici di questa situazione, questo tipo di mondo non perdurerebbe. Il nostro Destino di Donne-Uomini Liberi ci rende responsabili della condanna a morte della Bellezza e del conseguente pervertimento letale della vita civile.
    L’attacco all’Impero del Brutto in nome della Bellezza, se pare impossibile agli Ignavi, si rivela necessario per tutti coloro in cui vive il Demone della Poesia”.

    Tomaso Kemeny

Rispondi