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Riforma tpl, Cattaneo: è finito il socialismo reale

“Una riforma innovativa, vantaggiosa per i cittadini, a costo zero per la Regione, e votata all’unanimità da tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale”. Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato il voto dell’Aula che rende legge la riforma del trasporto pubblico locale lombardo voluta dalla Giunta regionale.

Lo ha fatto in una conferenza stampa insieme all’assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo. “La legge – ha spiegato Formigoni – razionalizza la rete del tpl, semplifica la gestione con l’istituzione di 5 Agenzie corrispondenti a 5 Bacini (al posto dei 22 enti precedenti), punta all’efficienza del servizio e riduce i costi”. Una stima sugli effetti delle sinergie e delle razionalizzazioni prevede un risparmio fino a 145 milioni di euro, a regime, rispetto a un servizio che attualmente impegna 1.100 milioni di risorse pubbliche all’anno.

L’assessore Cattaneo ha spiegato i compiti delle 5 agenzie (corrispondenti ai 5 bacini di: Bergamo; Brescia; Como, Lecco, Sondrio e Varese; Cremona e
Mantova; Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia): “Indire le gare, anche unitarie per ferro e gomma, massimizzare l’integrazione del trasporto pubblico su ambiti vasti in modo da rendere l’uso del mezzo pubblico facile per il cittadino, evitando sovrapposizioni e realizzando un coordinamento unitario
tra corse urbane e corse interurbane”. Altra grande novità, l’abolizione del criterio della spesa storica e l’introduzione dei costi standard e del fabbisogno di mobilità.

Sia Formigoni sia Cattaneo hanno sottolineato il metodo del dialogo e del coinvolgimento. Da Formigoni, “grazie all’assessore, all’aula del Consiglio, alle
Commissioni, alle forze politiche per il lavoro di confronto alla ricerca del miglior risultato per i cittadini”. Mentre Cattaneo ha sottolineato che “sono stati coinvolti tutti i soggetti, anche le organizzazioni dei consumatori e degli utenti, nella gestione delle Agenzie”. Come ha voluto sottolineare il presidente Formigoni, negli ultimi 8 anni è cresciuto del 50% il numero degli utenti del trasporto pubblico: dai 430.000 del 2004 ai 670.000 attuali. E per il 2015 è in campo l’obiettivo ambizioso di un ulteriore balzo del 50%, sfondando il tetto del milione di passeggeri al giorno. 

Altra importante novità è che per la prima volta vengono scritte in legge tutta una serie di misure e di indicazioni orientate ad affermare un modello di mobilità sostenibile, non solo di trasporto pubblico: ad esempio uso della bicicletta e incentivi per veicoli a basso impatto. “Completiamo il passaggio – ha detto Cattaneo – dal socialismo reale del trasporto pubblico a un modello industriale: nelle gare la preferenza sarà per un modello in cui l’aggiudicatario è responsabile a tutti gli effetti di tutti gli aspetti della gestione del servizio e quindi della qualità”.

27 marzo 2012
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Un commento a “Riforma tpl, Cattaneo: è finito il socialismo reale

  1. rocco cordì il 28 marzo 2012, ore 00:34

    Apprendere che nella Lombardia – governata dal 1970 dalla DC e dai suoi alleati, e poi dal 1995 ad oggi dal sempreterno Formigoni (da 12 anni con l’aggiunta della Lega) – siamo al passaggio storico dal “socialismo reale” al “modello indutriale” è semplicemnte commovente. C’è da sperare che il nuovo sistema dei trasporti si fondi su basi un pò più solide.

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