Varese

Addio vecchie lucciole, esplode la prostituzione indoor

Un fenomeno che cambia, sempre più inafferrabile, sempre più virtuale, quello della prostituzione. Se ne è parlato a Villa Recalcati, in occasione di un convegno su ”La tratta e lo sfruttamento sessuale e lavorativo delle persone migranti”, iniziativa promossa dalla Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, che ha visto la partecipazione di istituzioni, forze sociali, mondo del volontariato. Un momento per seguire il fenomeno dei migranti lungo le direttrici dello sfruttamento sessuale e dello sfruttamento lavorativo.

Grande attenzione è stata riservata dagli interventi al cosiddetto “indoor”, una parola che indica tutti quesi casi in cui la prostituzione non si manifesta nelle strade, ma al chiuso, spesso tra le mura di un appartamento. E’ questa la nuova frontiera del sesso a pagamento, soprattutto femminile, che risulta difficile inquadrare, in quento molto più sfuggente della prostituzione tradizionale, che pure resiste, ma non aumenta, semmai registra una flessione. Invece l’indoor no, cresce e si moltiplica, mettendo in grave difficoltà le forze dell’ordine. Parliamo di un mondo che riguarda gli appartamenti, i night club, i finti centri massaggi.

Come ha sottolineato Roberta Bettoni, operatrice della Colce, si parte dagli annunci pubblicati sulla stampa. Secondo un monitoraggio realizzato dalla cooperativa, gli annunci comparsi su “La Prealpina” e “L’Occasione” in una settimana, in provincia di Varese, sono stati 126, che portavano a 90 utenze telefoniche. Annunci relativi ad appartamenti per il 40% di Varese, per il 29% di Gallarate, per il 15% di Busto Arsizio, per il 13% di altri luoghi della Provincia di Varese. Quanto alle nazionalità, l’indagine ha scoperto sudamericane (28%), orientali (18%, di cui il 99% cinesi), qualche italiana, qualche spagnola.  Non è stato scoperta la nazionalità nel 42% dei casi. Si tratta di donne nella stragrande maggioranza dei casi (l’88%), con 2 maschi e 9 transessuali, una categoria, quest’ultima, poco presente in provincia di Varese rispetto a Milano.

C’è poi un dato davvero raggelante: quello relativo alle possibili minacce alla salute. Se nel 51% dei casi le prostitute d’appartamento dichiara di imporre sempre l’uso di preservativi, nel 4% di casi il condom non viene usato, ma resta un 29% di casi in cui il tema è oggetto di scelte diverse, a seconda del tipo di prestazione (se il rapporto è orale non viene usato, senza percezione dei rischi che questo comporta, ed è il 26% dei casi), o a sconda dell’accordo in termine economici (la contrattazione riguarda il 3% dei casi). Da 50 a 100 euro i costi delle prestazioni al chiuso.

Questa forma di prostituzione è in continuo movimento. Spesso si rivolge al mondo del web per farsi conoscere, con decine e decine di siti collegati, e spesso si esercita la prostituzione in appartamenti affittati da un prestanome, dove la ragazze cambiano frequentemente, con un grosso problema per le forze dell’ordine di contrastare il fenomeno. Un mondo, quello del sesso a pagamento al chiuso, che espone le ragazze a violenze di ogni tipo da parte dei clienti, che le ragazze cercano di giudicare prima di aprire la porta. C’è poi un legame molto forte con il mondo delle sostanze stupefacenti.

Il convegno del Colce ha poi ricordato che la prostituzione in strada continua, anche se non cresce. In un’ipotetica mappa della prostituzione, i luoghi più battuti sono il parco Pineta, Tradate e Venegono Superiore, la zona tra Cairate, Tradate e Gorla Maggiore, e poi la Varesina  verso Saronno. In tutti i casi, in strada si trovano soprattutto le nigeriane, ragazze analfabete tra i 18 e i 35 anni, che spesso sono legate a padroni con cui hanno contratto un debito da estinguere.

Anche il mondo del lavoro registra una forte presenza di stranieri ed extracomunitari irregolari e spesso sfruttati. Lucida, a tal proposito, l’analisi che al convegno del Colce ha proposto il tenente colonnello dei Carabinieri di Varese, Loris Baldassarre, che ha ricordato come sia rilevante l’incidenza del “fenomeno badanti”, che nel 43% dei casi risulta in condizioni di totale irregolarità. In provincia di Varese, nel corso del 2011, su 247 controlli, di cui 178 nei cantieri edili, sono stati controllati 331 lavoratori stranieri. Di questi stranieri 124 erano in nero e 15 clandestini. 360 le violazioni, con 120 casi di profilo penale.

Da parte di Domanico Oliveto, della Guardia di Finanza di Varese, si è rimarcato come, per quanto riguarda Gallarate, tra 2010 e 2011 si sono individuati 1450 lavoratori irregolari, con un 80% di stranieri, ovvero 585 extracomunitari e 630 neocomunitari (romeni, ecc). Per quanto riguarda i settori di occupazione degli stranieri irregolari, i più interessati al fenomeno sono l’edilizia, il facchinaggio, le imprese di pulizia, attività, insomma, che non comportano un rapportio diretto con il pubblico.

27 marzo 2012
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Un commento a “Addio vecchie lucciole, esplode la prostituzione indoor

  1. marco il 29 marzo 2013, ore 23:27

    EMBHE’…QUAL’E’ IL PROBLEMA? I GOVERNI CIALTRONI CHE SI SONO SUSSEGUITI HANNO VOLUTO QUESTO !! HANNO FAVORITO L’IMMIGRAZIONE ATTUANDO UN SISTEMA PALLIATIVO DI CONTROLLI….IL RISULTATO ECCOLO QUA !!

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