Cinema

Prima varesina della pellicola “La via della boxe”

Una sequenza del documentario

“Prima” varesina del documentario “La via del ring” al Cinema Teatro Nuovo. La pellicola della Ester Productions, con la regia di Daniele Azzola, cosceneggiato da Alessandro Ale Leone, prodotto da Gabriella Pedranti, è così giunto in città, dopo avere ricevuto prestigiosi riconoscimenti altrove. E’ stato inserito anche nella rassegna “Cannes a Milano”. Ora la pellicola si presenta al giudizio del pubblico delle sale, anche se, come è stato annunciato al Nuovo, presto il film verrà distribuito in versione dvd.

Testimonianze, allenamenti e preparazione di campioni internazionali intrecciano storie che hanno come protagonista la passione per il pugilato. Massimiliano, 13 anni, chiede al maestro di poter frequentare gli allenamenti. Il nonno gli ha consigliato la boxe. Nonostante sia spaventato per la rottura del setto nasale, continua a sognare il ring. Nella stessa palestra il diciottenne Ervis si prepara ad un torneo importante, tra sacrifici e rinunce. La campionessa italiana Valeria Imbrogno, pugile e psicologa, sta scrivendo un saggio sul rapporto tra boxe e psiche. Ad Assisi la nazionale italiana si sta preparando all’appuntamento mondiale di Milano, che incoronerà Cammarelle e Valentino. Infine il veterano Ernesto Lozza, che fece i guanti con Duilio Loi, racconta aneddoti di un pugilato eroico

Un documentario secco, affidato spesso ad immagini in bianco e nero, alle nude parole di chi i guantoni li ha indossati per anni. Come sottolinea Leone, “qualche volta la spettacolarizzazione del ring può mistificare e tradire quel mondo”. Parole alle quali fa eco il regista Azzola: “Nella pellicola non vediamo incontri di boxe, ma la fatica e il sudore per giungere sul ring, l’etica e le regole che vanno rispettate”. Soprattutto “La via del ring” propone un insegnamento morale oggi molto controcorrente: “Lo sport della boxe – continua il regista - è semplice e preciso, e insegna ai più giovani che per farsi strada nella vita è necessario faticare, non aspettandosi regali”.

24 marzo 2012
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