Varese

Il Carroccio in crisi s’aggrappa a Cappuccetto padano

Nel clima uggioso della domenica varesina, un gazebo della Lega Nord, sezione di Varese, è stato allestito in un angolo di piazza Monte Grappa. Solito merchandising, gadgets e bandiere. Tra i militanti lumbard ci sono anche il segretario della Lega varesina, Marco Pinti, e l’assessore comunale al Commercio Sergio Ghiringhelli. Una scatola di cartone raccoglie i contributi dei militanti, si discute della elezione dei delegati al congresso nazionale che verrà rifatta il primo aprile. Un momento difficile per il Carroccio, che tra scandali e divisioni si accorge di avere perso per strada la sua diversità.

Ma ciò che attira l’attenzione dei passanti è senza dubbio un volantino dedicato al governo Monti. Il titolo “buca” il grigiore piovoso della giornata: “Cappuccetto padano”. Nel volantino della Lega Nord-sezione di Varese si legge la favola di Perrault tradotta in lumbard, il racconto della bambina nel bosco targata Carroccio. “Sono la lupa romana, dimmi bambina, che cos’hai in quel bel cestino?”. “Ho i frutti della mia terra!”. “E che doni sono?”. “Dunque… ci sono il risparmio delle famiglie, l’impegno per il lavoro, qualche impresa all’avanguardia, l’ordine, il rispetto, i comuni virtuosi e tanti bei soldini..”. “ma allora… se non vuoi che ti mangi…dobbiamo spartirli!!! Facciamo così…io mi prendo i soldini. A te…lascio tutto il resto!!!”. E il saccheggio continua…”. Un volantino che cerca di rilanciare vecchie parole d’ordine, vecchi slogan: Roma ladrona e tutto il resto.

Cappuccetto padano, insomma, come successore dell’Alberto da Giussano. Un cambio di simboli dio non poco conto, e che fotografa la parabola discendente del Carroccio, investito da inchieste, irregolarità, spaccature.

18 marzo 2012
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