Ispra

Barroso: italiani, ancora uno sforzo per salvarvi

Il momento del taglio del nastro

Visita del Presidente della Commissione europea, José Manuel Durão Barroso, accompagnato dalla Commissaria europea alla ricerca, innovazione e scienza, Máire Geoghegan-Quinn, al Centro Comune di Ricerca di Ispra. Una visita che ha portato Barroso a scoprire una piccola targa con il suo nome e la data di oggi accanto alla porta di un “centro di crisi” destinato a coordinare gli interventi europei in occasione di catastrofi naturali ed emergenze umanitarie.

Una presenza al Ccr che ha offerto a Barroso di soffermarsi non solo sulle questioni nazionali, ma anche su quelle di carattere locale. “Abbiamo dovuto gestire una crisi europea come una barca in mezzo alla tempesta. Ora stiamo raggiungendo un mare più tranquillo – dice Barroso -, e le navi che ci cannoneggiavano hanno cessato gli attacchi più duri”. Tuttavia, il presidente della Commissione europea non dimentica che di sottolineare che “la crisi non è finita, richiede ancora sforzi e sacrifici dolorosi”.

Incalzato dai cronisti, Barroso si è soffermato anche sulla questione dei lavoratori frontalieri. “E’ una questione bilaterale tra Svizzera e Italia”, taglia corto il presidente. “C’è un accordo bilaterale, ma la Commissione è sempre pronta a intervenire su aspetti che riguardano un Paese terzo”. Della questione Barroso assicura che parlerà con il presidente della Confederazione svizzera la prossima settimana a Bruxelles.

Per quanto poi riguarda l’Italia, Barroso riconosce che “sta facendo riforme molto importanti. C’era una pressione molto forte dei mercati sull’Italia. C’è stato molto coraggio da parte dei partiti e delle forze sociali, che stanno sostenendo quegli sforzi. E io incoraggio il Paese a fare questi sforzi. Il Paese non può andare avanti con un debito così alto”. Barroso elogia il mix tra risanamento finanzaiario e crescita. “Il primo è necessario per ricevere la fiducia degli investitori. E se non c’è fiducia, non c’è crescita”. Conclude: “La maggioranza dei cittadini in Italia capisce che alcuni aggiustamenti sono necessari per recuperare competitività”. “L’Italia può fare tutto questo, servono sacrifici, ma si può avere il consenso per questo. E tutti devono contribuire”.

16 marzo 2012
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