Ispra

A Barroso appello bipartisan su ristorni frontalieri

Il presidente della Commissione, Barroso

Visita al Ccr di Ispra del presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, e per lui una lettera sottoscritta da parlamentari, consiglieri regionali, assessori, che operano sul territorio di Varese. Una lettera che verrà consegnata domani al presidente Barroso. In calce alla lettera compaiono i nomi degli esponenti del Pdl Lara Comi, europarlamentare, Antonio Tomassini, senatore, Marco Airaghi, deputato, Raffaele Cattaneo,  Assessore alle Infrastrutture e Mobilità alla Regione Lombardia, Giorgio Puricelli e Rienzo Azzi, consiglieri regionali Lombardia; i nomi degli esponenti Pd Paolo Rossi, senatore, Daniele Marantelli, deputato, Alessandro Alfieri e Stefano Tosi, consiglieri regionali Lombardia; i nomi degli esponenti Udc Luca Volonté, deputato, Christian Campiotti, segretario regionale Lombardia, Stefano Calegari, segretario provinciale Varese.

Ecco la lettera:

Egregio Presidente,

in quanto rappresentanti eletti della provincia di Varese, abbiamo il piacere di darLe il più caloroso benvenuto nella nostra terra. La nostra Regione è uno dei quattro motori d’Europa, è autenticamente europea per storia, posizione geografica, e cultura, ed è fiera di ospitare 820000 imprese, classificandosi prima in Europa sotto questo aspetto.

Ciononostante, la nostra specifica Provincia avverte con sempre maggiore intensità un problema che richiede una soluzione europea: le problematiche che riguardano i 51.000 lavoratori transfrontalieri dei nostri territori. Infatti, dei circa 150.000 lavoratori residenti in Italia, Francia, Germania e Austria che si recano ogni giorno in Svizzera per lavorare, un terzo vive in Italia.

Alcuni problemi sono sempre esistiti e sempre vi è stata la volontà di affrontarli e risolverli; ma, in concomitanza con la crisi economica, sono sfociati in una campagna denigratoria nei confronti dei lavoratori italiani promossa da un partito populista che è riuscito a cavalcare questa antica intolleranza, vincendo le elezioni in Canton Ticino. Da allora le questioni aperte sono aumentate sia nel numero sia nel livello.

La più importante concerne i cosiddetti “ristorni”, ossia la quota di imposte, pagate dai lavoratori italiani in Svizzera, che le autorità svizzere restituiscono tramite il Governo italiano ai Comuni di confine in considerazione della loro parte di servizi pubblici erogati agli stessi lavoratori e alle loro famiglie. Ebbene, il Canton Ticino ha congelato il pagamento di tali ristorni per la seconda metà del 2011, e minaccia di estendere il provvedimento per includere quelli del 2012. Questi Comuni riescono a tenere i loro bilanci in equilibrio e a garantire alcuni servizi essenziali proprio grazie a questi fondi, non potendo applicare a quei lavoratori la leva fiscale.

Concordiamo con il Governo italiano nel ritenere che il problema debba essere risolto al livello dell’Unione Europea all’interno del contesto più ampio delle relazioni tra UE e Svizzera, in particolare relativamente alla definizione di nuovi accordi in materia fiscale. La esortiamo pertanto a dare il Suo impulso politico a tale questione, affinché questi cittadini europei si sentano parte di una grande Unione, dove il lavoro e la mobilità sono mezzi privilegiati per creare e diffondere benessere. Un’Unione Europea dove i diritti e i doveri sono rispettati, ed ogni cittadino può contare sulla certezza legale degli accordi internazionali.

Siamo certi che la Sua sensibilità permetterà una risposta efficace a questa urgente richiesta. Nel frattempo, Le porgiamo distinti saluti.

15 marzo 2012
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