Lettere

Lega e tangenti

Il sindaco leghista di Varese, Attilio Fontana, in una lunga intervista ad un quotidiano locale, si schiera in una difesa a 360° gradi dell’inquisito Davide Boni e della Lega in generale. Fontana nega risolutamente il coinvolgimento del suo partito nel giro lombardo delle mazzette rivendicando la “diversità” della Lega rispetto agli altri partiti.

Con una funambolica affermazione Fontana spiega che “se fossimo uguali agli altri non sarebbe stato necessario dire che siamo omologati a tutti gli altri partiti”.

Prima di entrare nel merito delle considerazioni di Fontana e per evitare possibili fraintendimenti mi preme dire che nutro profondo rispetto per chiunque pratichi la politica con passione e impegno disinteressato (e per fortuna ne esistono ancora tanti in tutti i partiti, anche se la Lega non l’ha mai riconosciuto costruendo proprio sulle “generalizzazioni” le sue fortune elettorali). Sono pure d’accordo con Lui quando afferma che non basta l’avvio di una inchiesta per stabilire la colpevolezza dell’indagato (un giudizio questo che dovrebbe valere sempre e per tutti).

Per essere però credibili bisognerebbe aggiungere, con altrettanta nettezza, che nessuno può esibirsi in granitiche certezze di tipo assolutorio. Così come bisognerebbe avere il coraggio di affermare che per farsi un’opinione di ciò che accade nei luoghi di potere non c’è bisogno di attendere l’esito giudiziario delle inchieste. Un esito che, come è noto, a volte può anche sfociare nel nulla per mille ragioni, non ultime le leggi ad personam sfornate a piene mani dalla maggioranza pidiellino-leghista.

Se vogliamo davvero fare chiarezza sulle innumerevoli tangentopoli che hanno avvelenato la politica e i partiti dovremmo innanzitutto smetterla di affrontare i casi come semplici questioni “personali”.

I “mariuoli”, le “mele marce” e i farabutti ci sono stati in ogni epoca e a tutte le latitudini. Nessuno però può estrapolare le responsabilità personale (che spetta ai giudici accertare) dal contesto politico in cui maturano i casi di corruzione e concussione. Nelle innumerevoli inchieste, che da ormai vent’anni investono drammaticamente i partiti, sono emersi fatti criminosi non riducibili alla voracità o alla immoralità di questo o di quello. Ciò che appare in tutta evidenza, per chi ha voglia di vedere, è il prevalere di una pratica politica prevalentemente orientata sugli affari che favorisce e moltiplica il formarsi di “cricche” e centri di potere opachi, relazioni pericolose. In altre parole la tangentopoli infinita è strettamente connessa alla degenerazione dell’idea stessa di politica e al formarsi di un sistema di potere funzionale alla logica affaristica. Per contrastare questo processo di svuotamento della politica e, ahimè, delle istituzioni democratiche bisogna mettere in discussione radicalmente metodi, pratiche e finalità dell’ agire politico odierno. E bisognerebbe cominciare a farlo anche a Varese!

Siamo ormai giunti ad un punto estremamente pericoloso che può travolgere tutti. Perciò le difese d’ufficio non servono a nulla, così come appaiono del tutto inutili i goffi tentativi di invocare presunte “diversità genetiche”.

Per tornare al caso della nostra Regione vorrei ricordare a Fontana che nel gennaio scorso fu proprio Umberto Bossi a dichiarare: «Il mio è un aut aut a Silvio Berlusconi. Abbiamo chiesto in maniera molto chiara di far saltare la Regione che è piena di inquisiti ed è difficile sostenerla”. Negli stessi giorni, nel vivo dello scontro con il “cerchio magico”, Roberto Maroni si dichiarava invece pronto a rappresentare la “lega degli onesti”. Ora però che le inchieste toccano la Lega Bossi grida al complotto e fascisticamente conclude “… chissenefrega dei giudici”, dal canto suo Maroni, con una capriola degna della migliore tradizione italica del “cerchiobottismo” lancia l’avvertimento “Boni e la Lega non si toccano”.

Come si vede c’è materia di riflessione per chiunque voglia capire perciò evitiamo, per favore, di confondere l’evidenza dei fatti con il tentativo di realizzare l’agognata quadratura dei cerchi.

Rocco Cordì

Consigliere Comunale di Sinistra Ecologia Libertà

12 marzo 2012
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Un commento a “Lega e tangenti

  1. cittadinosuperpartes il 14 marzo 2012, ore 17:32

    Il popolo bue, mesto e silente, avvalora il detto chi tace acconsente Dall’Alpe a sicilia ovunque si ruba, e chi ci comanda per nulla si turba Sapendo comunque che con quattro parole, si convince il popolo, e il ladro si assolve!

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