Varese

Feste e ricevimenti, parchi in affitto a Varese

Il parco di Villa Toeplitz

Martedì prossimo approderà in giunta a Varese il nuovo Regolamento del Verde, l’insieme di regole e norme che disciplinerà le aree verdi, parchi compresi, presenti nella città giardino. Un provvedimento che è stato discusso a lungo negli uffici di Palazzo Estense, che hanno cercato di individuare norme che consentissero di affrontare la situazione attuale, un brutto momento per le casse del Comune, costretto a fare i conti, in sede di bilancio, con un taglio di otto milioni di euro.

Il Regolamento del Verde che l’assessore Stefano Clerici porterà all’attenzione di sindaco e colleghi assessori presenta novità di non scarso rilievo. A partire dalla nuova regola che consente ai privati di prendere in affitto spazi nei parchi cittadini. Dovere fare una festa? Avete necessità di organizzare un ricevimento dopo i fiori d’arancio? Sarà possibile, in base al nuovo Regolamento comunale, pagare al Comune una pigione e realizzare eventi nei parchi della città. Certo, il Comune si tutelerà da danni e problemi piantando paletti rigorosi, non ultima una garanzia economica, una sorta di assicurazione, a carico del privato a cui viene affittato uno spicchio di parco. Ma questa possibilità, a quanto è trapelato, consentirà al Comune di realizzare la manutenzione dei polmoni verdi cittadini in questo momento di vacche magre. In particolare, le iniziative di manutenzione straordinaria, che necessita di cospicue risorse finanziarie.

Ma con il nuovo Regolamento del Verde il Comune introduce anche una novità per quanto riguarda la valutazione del valore del verde a Varese. Tra le norme ci saranno infatti anche dei parametri in base ai quali sarà possibile determinare il valore reale di un albero, e dunque in caso di danni o di atti di vandalismo sarà possibile stabilire l’esatto ammontare del danno anche in termini economici. Una vera rivoluzione sul fronte del verde cittadino.

12 marzo 2012
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4 commenti a “Feste e ricevimenti, parchi in affitto a Varese

  1. Daniele Zanzi il 13 marzo 2012, ore 16:53

    Leggo basito questa notizia, che non conosco ancora nei dettagli e nei particolari.
    Così come messa ,mi sembra una grande sciocchezza che mi auguro la Giunta abbia ancora il buon senso e l’intelligenza di bloccare. La privatizzazione del verde pubblico è infatti un pessimo segnale ,anzittutto sotto l’aspetto culturale culturale. Se fosse approvata questa regola, l’ Amministrazione andrebbe contro il concetto e la filosofia per cui i parchi e i passeggi pubblici sono nati: cioè di consentire a chiunque di godere della Natura,in termini gratuiti.
    Chiudere un parco pubblico per un evento privato a pagamento -non importa la tariffa ( un euro o diecimila non importa ) – deniota un’ estrema carenza culturale,sociale e ambientale. Il verde non si salva o si cura raccattando quattrini qua e là, ma impostando una seria e programmata politica d’interventi a lungo termine. Ma è davvero così difficile??
    Cari amministratori, sindaco e giunta non fate una sciocchezza del genere!

  2. Chiara Palumbo il 13 marzo 2012, ore 22:19

    Condivido il pensiero dell’amico Zanzi.

    E poi non si può sentire che la cara vecchia città-giardino “privatizzi” e vada a lucrare proprio sul suo fiore all’occhiello…

    Ma che amarezza!

  3. ombretta diaferia il 14 marzo 2012, ore 09:59

    basiti no!
    ormai sappiam che per costruire un’identità culturale bisogna “disboscare” quella esistente…
    però non mi sembra una novità: ho pagato per sposarmi in comune!

  4. Paolo Franchini, Varese il 14 marzo 2012, ore 11:13

    Siamo la Città Giardino.
    E siamo al verde.
    Non fa una grinza, quindi.

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