Varese

Il Campanile della Sartorio con Clouseau e Igor

Un momento dello spettacoolo con la regia di Silvia Sartorio

Racchiudere in poco più di un’ora la sterminata opera umoristica di Achille Campanile, non è stata cosa da poco. Eppure la brava e raffinata Silvia Sartorio c’è riuscita, proponendo, nel pomeriggio, sul palco del Teatro Apollonio, una selezione di atti unici, monologhi, fulminanti battute di un autore che faceva della leggerezza, in tempi lontani, la cifra della sua intera opera. “Per chi suona il Campanile” ha registrato un buon successo, terza tappa della bella rassegna “Pomeriggi Teatrali” promossa dall’Endas di Varese.

E così, se Silvio Raffo ci ha proposto un noir, Anna Bonomi una commedia borghese ironica, la brava Silvia ha proposto uno spettacolo che ci ha restituito il meglio del fine umorista italiano. Lo ha fatto con alcune scelte di regia nette, forse discutibili, ma efficaci: la scelta della Sartorio è stata di raddoppiare la dimensione teatrale del testo, con i numerosi attori sempre sul palco, a volte protagonisti, a volte pubblico.  Un numero consistente, dato che lo spettacolo ha visto impegnati attori e allievi dei corsi di teatro dell’ Associazione Compagnia Duse di Besozzo, con la partecipazione di allievi dell’Accademia teatro Franzato e Gruppo Teatrale Auser Varese di Anna Bonomi. Un bel tris che ha dato vita ad una proposta divertente.

Nel corso della messa in scena, abbiamo assistito a storie di pochi minuti raccontate all’interno di uno schermo televisivo. Ci sono state esilaranti storielle circa la difficoltà di pagare mance a troppi camerieri. Un concerto seguito da una anziana contessa sorda (brava Silvia Chiaravalli). Non è neppure mancato un delitto in scena, con un ispettore che ricordava Clouseau e il suo aiutante che evocava il mitico Igor di Marty Feldman. Sul palco si è proposta anche la bellezza femminile, impersonata da un’attrice che ricopriva il ruolo della Didascalia. Un susseguirsi di trovate e battute per passare un divertente pomeriggio, conermando la riuscita di una rassegna come questa inventata da Carlo Mansueti, e che vede come direttore artistico il bravo Paolo Franzato, che ha introdotto, con la sua consueta ironia, anche lo spettacolo di oggi.

11 marzo 2012
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