Varese

Parte sportello anti-stalking. Vittime anche gli uomini

La presentazione a Villa Recalcati

Lo stalking è un reato pericoloso e sempre più diffuso. Un reato che si confonde con la violenza psicologica, con le molestie, che a volte può anche approdare alla minaccia e all’offesa nei confronti dell’incolumità fisica della vittima. Se ne è parlato questa mattina a Villa Recalcati, dove è stato presentato uno sportello anti-stalking sostenuto dalla stessa Provincia e affidato, per quanto riguarda la gestione, ad un’associazione che si chiama “Psicologia e Legalità”. Un servizio anti-stalking che possiede un numero telefonico a cui ci si può rivolgere (334.1433233) e una sede, in via Valverde 2 a Varese, che è anche la sede della Polizia della Provincia di Varese.

La presidentessa dell’associazione Maria Rosa Infante, psicologa esperta del fenomeno, ha ricordato le varie attività che svolgerà l’associazione, in continuità con l’impegno già svolto lo scorso anno. Anno in cui sono stati seguiti a Varese 75 casi nel corso di otto mesi. Trenta i casi che si sono limitati alla consulenza telefonica. Nell’80% dei casi venuti a contatto con lo sportello le vittime erano donne, nel 20% erano uomini.

Ad illustrare la pericolosità, dato alla mano, del reato di stalking il Sostituto procuratore di Busto Arsizio, Nadia Calcaterra. Per lei la legge italiana, che è del febbraio 2009, è stata “tardiva” rispetto ad altre legislazioni europee e non solo. “L’ordinamento giuridico – ha dichiarato la Calcaterra – si occupa di tutelare la vittima e reprimere il reato, ma non si impegna sul fronte del sostegno psicologico della vittima”. Forte la denuncia del sostituto procuratore bustese del fatto che i casi denunciati non sono che la punta di un iceberg. “Molto ampio è il sommerso, ma gli sportelli possono fare emergere cià che è latente”. Dalla Calcaterra è venuta anche una rivelazione inaspettata: “il fenomeno riguarda certamente le donne, ma recentemente si sono registrati casi anche relativi a uomini stalkizzati da donne”.

Una fotografia del fenomeno è giunta anche dal giudice Giuseppe Buffone del Tribunale di Varese, il quale ha rimarcato come il reato di stalking abbia ricadute molto ampie, che spesso mettono in pericolo l’intera società. Un reati che trova nella disgregazione delle famiglie un brodo di coltura significativo.

Alla presentazione dello sportello sono intervenuti anche gli assessori alla Sicurezza di Comune, Carlo Piatti, e Provincia, Massimiliano Carioni, e il consigliere regionale Pdl Puricelli, che ha sostenuto che lo sportello varesino può essere considerato un punto di riferimento anche per per il Pirellone. E’ poi intervenuto il Prefetto di Varese, Giorgio Zanzi, che ha sottolineato con forza che “gli sportelli antistalking non possono essere messi in alternativa o sovrapporsi all’impegno delle Forze dell’ordine. Un conto è il sostegno psicologico – ha continuato il Prefetto -, un conto è la denuncia di questo reato, per cui le vittime devono rivolgersi con la massima fiducia alle Forze dell’ordine”.

9 marzo 2012
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2 commenti a “Parte sportello anti-stalking. Vittime anche gli uomini

  1. Roy1 il 9 marzo 2012, ore 23:20

    l’ha detta giusta il Prefetto, se è un reato si deve denunciare, la Polizia deve indagare e i magistrati devono pensare a fare i processi, non a queste passerelle e queste chiacchierate che servono a poco. E poi la storia dello “sportello” non l’avevamo già sentita? E non erano già stati spesi dei soldi pubblici? Varesereport può darsi da fare per sapere quanti e come?

  2. ester il 10 marzo 2012, ore 20:31

    sono d’accordo tutte chiacchiere, vantaggi x alcuni,e spreco di denaro pubblico.Ci sono associazioni autoreferenziali che non aiutano nessuno e a Varese non ci sono punti di riferimento x problemi sociali che non siano di indigenza. Mi spiace porre il mio caso personale che non c’entra con l articolo ma io sono caduta sul ghiaccio dell’ultima nevicata del centro città non pulito da nessuno.Frattura radio ulna destri ingessatura di due mesi fino ad aprilee poi non so, non ce la faccio più e tutto da sola. Aiuto xandare all’ospedale e x fare la spesa dall’Auser.Ottimi
    qualcuno mi può aiutare?forse l’assi.Piatti o il comune che mi pare siano responsabili della sicurezza dei cittadini?AnnaBiasoli

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