Varese

La fragile Antonia Pozzi fa sold out in Biblioteca

Alessandra Cenni e Silvio Raffo

Un incontro che ha riportato la grande Antonia Pozzi a Varese per il centenario della sua nascita. E’ avvenuto ieri pomeriggio, nella Sala Morselli della Biblioteca Civica di Varese, affollata di appassionati della poesia e curiosi per un’autrice dalla vita breve ed intensa. L’incontro, introdotto, con il consueto garbo, dalla direttrice della Biblioteca, Chiara Violini, è stato condotto da par suo dal poeta e critico varesino Silvio Raffo. Gente seduta ovunque, diversi giovani, poeti come Dino Azzalin, Giovanni Zappalà, Giò Calarco, fotografi come Carlo Meazza, la giovane studiosa di Morselli, Linda Terziroli.

Silvio Raffo ha ripercorso la figura della poetessa morta suicida a soli 26 anni. Della poetessa lo stesso Raffo, insieme alla biografa Alessandra Cenni, sta curando l’ennesima riedizione delle opere della Pozzi. Il volume in arrivo si chiamerà “Parole”, che vide la sua prima edizione nel ’39. Un’edizione, però, come ha rimarcato il critico e poeta varesino, “che subì una pesante revisione da parte del padre, che corresse, cassò, addirittura coprì con fogli bianchi alcune pagine che contenevano le sue ultime poesie”. Una poetessa, però, che Raffo ha classificato come “vicina agli oggetti, come nel caso dei Crepuscolari”. Un’interpretazione piuttosto azzardata, che Raffo ha ribadito dichiarando di vedere nella Pozzi anche “la lezione di  Gozzano” (sic).

E’ poi intervenuta Alessandra Cenni, una biografa che ha raccontato di non avere avuto vita facile dopo avere pubblicato la biografia della poetessa. La Cenni, differenziandosi da Raffo, ha sottolineato come la Pozzi “si sia allontanata dal crepuscolarismo”. La Cenni ha parlato di un “amore vissuto” della Pozzi per il professore di matematica al Manzoni. “Un amore dfa me raccontato e che mi ha procurato problemi da parte della prinipote del professore”. Un professore sparito all’improvviso nel nulla. Considerato il periodo, la Cenni si è domandata se la sparizione non fosse collegata al fatto che il professore potesse essere ebreo. Più che a Gozzano, la Pozzi ci riporta ad un clima letterario e culturale europeo. Indovinato il riferimento della Cenni al Tonio Kroger di Thomas Mann.

8 marzo 2012
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Un commento a “La fragile Antonia Pozzi fa sold out in Biblioteca

  1. bruno belli il 8 marzo 2012, ore 16:23

    Alessandra Cenni è una studiosa seria.

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