Varese

Convegno apprendistato, com’è lontana la Svizzera

Da sinistra, l'assessore Rossoni, il presidente Galli, l'assessore Bonfanti e il direttore Cna Tajé

Al convegno “L’apprendistato dopo il testo unico”, organizzato presso la Provincia di Varese, viene raccontata una piccola esperienza davvero illuminante. Ci sono 8 chilometri tra Varese e il Gaggiolo, valico di confine italo-svizzero. Chilometri reali che si moltiplicano se si guarda alla formazione degli apprendisti. Racconta Cristina Zambon, della Provincia di Varese, che una delegazione ha fatto visita in Canton Ticino ad un’azienda che fa formazione rivolta a minorenni. Anzi: un’azienda che si fa vanto di essere capace di formare i suoi lavoratori. Attacca in giro adesivi che riportano con orgoglio la frase: “Io sono un’impresa che forma apprendisti”. I propri, ma anche quelli di altre aziende.

Un caso emblematico, che fotografa la distanza mentale e culturale tra il nostro Paese, dove l’apprendistato è spesso visto di cattivo occhio, e il vicino Cantone. Un caso che viene proposto al convegno in Provincia, che prende in esame lo stato dell’arte dell’apprendistato oggi. Con il testo unico, continua la Zambon, in realtà si è assistito ad una “rivoluzione copernicana”, ad un passo in avanti significativo: le parti sociali diventano protagoniste, assumono una responsabilità formativa nei confronti dei giovani lavoratori. Tuttavia le novità vanno supportate, dato che ci sono aziende che non sono attrezzate per svolgere queste funzioni.

Un sostegno che viene proprio dalla rete formativa di qualità garantita dalla Provincia di Varese, una rete che, a sentire Sandra D’Agostino dell’Isfol, “costituisce una realtà d’eccellenza”. La scommessa è importante: come sottolinea Sergio Moia, segretario della Cisl di Varese, “si tratta di qualificare il lavoro con un percorso effettivo di apprendimento”. L’importanza di questa condizione è condivisa anche dalle realtà datoriali, perchè, come rimarca il direttore della Cna di Varese, Roberta Tajé, “l’apprendistato è oggi uno strumento fondamentale per fare accedere i giovani al mercato del lavoro”.

Dunque, Varese non è il Canton Ticino, ma si sta lavorando per rilanciare l’apprendistato come strumento che qualifica il percorso lavorativo. Come sottolinea il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, “la questione del lavoro è fondamentale per tutti, e il lavoro è fatto di persone, di giovani, che vanno formati adeguatamente”. Da questo punto di vista, “la Provincia, sul fronte della formaziome, ha una lunga tradizione di buon livello”. Resta il fatto che, oltre alla formazione, è necessario che il sistema economico possa reggere la concorrenza. Solo la sinergia tra questi diversi fattori può garantire uno sviluppo futuro.

7 marzo 2012
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