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Cava Italinerti, Formigoni dà ragione ai cavatori

La Giunta regionale lombarda ha dato parere negativo alla richiesta della Provincia di Varese di stralciare la Cava di Cantello (ex Coppa) dal Piano provinciale. L’ultima parola spetta ora al Consiglio regionale, cui compete l’approvazione dei piani cave e relative revisioni.

La richiesta di stralcio è stata sottoposta a completa e attenta istruttoria tecnica da parte delle Strutture, poi, come previsto dall’art. 34 della l.r. 14/98, sottoposta all’esame indipendente del Comitato Tecnico consultivo regionale per le attività estrattive. Quest’ultimo “pur prendendo atto della attuale realtà locale contraria all’apertura della ex cava non ha ravvisato elementi tecnici a favore della richiesta di stralcio della Provincia di
Varese”.

In pratica, tutti gli elementi di natura tecnica disponibili indicano, in via univoca e senza alcuna indicazione di segno contrario, che non vi sono motivazioni utili a sostenere la richiesta di stralcio della Provincia.

Gli atti, inoltre, sono stati sottoposti anche alla valutazione di Giuseppe Grechi, Delegato alla Trasparenza del presidente della Regione, che ha rilasciato parere scritto a sostegno della non corrispondenza ai requisiti di legge della richiesta di variante al piano cave formulata dalla Provincia di Varese, condividendo, senza alcune eccezione, il parere del Comitato Tecnico consultivo regionale per le attività estrattive e, di conseguenza, la proposta alla Giunta di respingere la richiesta di stralcio.

7 marzo 2012
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2 commenti a “Cava Italinerti, Formigoni dà ragione ai cavatori

  1. giulio moroni il 8 marzo 2012, ore 11:27

    la questione è delicata. a fronte di un diritto dell’imprenditore vi è un altro e forse più importante diritto della collettività alla tutela di un bene comune quale l’acqua.
    il solo infinitesimale rischio che l’acqua possa essere compromessa dall’attività di escavazione, dovrebbe consigliare le amministrazioni (tutte) ad un rigore assoluto, ma così non pare e ciascuno dice la sua con dei distinguo inutili e dannosi.
    mi aspetto ora un qualche cosa di improbabile ed impossibile, un passo indietro dell’imprenditore; ma non un passo indietro gratuito: perchè non offrirgli la possibilità di sfruttare un altro giacimento in una località alternativa e non pericolosa magari messa a disposizione da uno degli enti locali interessati dalla vicenda.
    praticamente una permuta. con il benestare della Regione che potrebbe portare una variante al piano cave adottando una procedura il più possibile rapida.

  2. rocco cordì il 8 marzo 2012, ore 15:42

    La via d’uscita proposta di Moroni è allettante, ma non esime la Lega dalle gravi responsabilità assunte prima in provincia (Presidente Reguzzoni?) con l’inserimento della cava di Cantello nel piano provinciale e ieri in Giunta regionale quando ha votato insieme a Cattaneo e Formigoni per impedire lo “stralcio” richiesto di recente anche da Provincia e Comune di Varese (a guida leghista).
    Un bell’esempio di cosa si intende per Lega di lotta e e di governo!

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