Regione

Indagato il leghista Boni, presidente del Consiglio

Il presidente Boni

Anche un esponente del Carroccio colpito da un avviso di garanzia, dopo il Pd Penati e il pidiellino Nicoli Cristiani. Al centro dell’attenzione c’è il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni, indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e del sostituto Paolo Filippini su alcuni centri commerciali. Un avviso di garanzia legato ad un’inchiesta su tangenti per concessione di aree edificabili nel Comune di Cassano D’Adda. L’indagine su Boni riguarda anche il suo portavoce Dario Ghezzi e l’immobiliarista Luigi Zunino, ex numero uno di Risanamento.

I fatti risalgono al periodo tra il 2005 e il 2010, quando Boni era assessore regionale all’Edilizia e al Territorio. Un assessorato ricoperto fino al 2010, prima di essere eletto alla presidenza del Consiglio regionale. La Guardia di Finanza, su ordine del procuratore aggiunto Robledo e del pm Paolo Filippini, ha perquisito l’ufficio di Boni in Regione Lombardia. “In relazione ai fatti contestati, dichiaro la mia totale estraneità”, ha dichiarato Boni.  

Da quanto si è appreso, Davide Boni è stato indagato perché chiamato in causa dall’architetto Michele Ugliola, inquisito per le tangenti al Comune di Cassano D’Adda. Quello di Ugliola è un nome ricorrente nelle inchieste per corruzione fin dai tempi di Mani Pulite. Ugliola aveva parlato di Boni e di un suo collaboratore l’estate scorsa, ma il verbale era stato secretato. Voci però erano ricorrenti a Milano.

6 marzo 2012
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