Varese

Lara Comi, il day after della nuova segretaria Pdl

La conferenza stampa sui risultati congressuali

Dopo la lunga notte dei risultati, delle frizioni dentro la sala in cui si votava al De Filippi, delle urla, di chi è accorso per evitare uno scontro, siamo al day after. Lara Comi, neo-eletta segretaria provinciale di Varese, si presenta puntuale ai media per tirare le somme. E fa un racconto piuttosto idilliaco del congresso del Pdl: “Al congresso ho visto arrivare a votare famiglie con bambini di 10-12 mesi. Persone di una certa età che si sono fatte tutta la salita per votare. Persone che non sono riuscite a votare per la coda davanti al seggio”.

Non avrà vita facile, la giovane Comi, nel governare un partito che arriva al congresso diviso e ne esce altrettanto diviso, se non di più. Le violente polemiche dei giorni scorsi nei confronti di Taldone pesano ancora. La Comi dichiara: “Nessun rancore, nessuna epurazione del giorno dopo”. Ma intanto la polemica verso Taldone non ha fine. “Ha denigrato il partito – dice la Comi -, lo ha definito un partito di plastica, ha scambiato una campagna congressuale per una campagna elettorale”. Poi arriva una battuta forte: “Non si devono fare vedere le divergenze nel partito, i panni sporchi si lavano in famiglia”.

Ma al di là delle polemiche e delle divisioni, sulla Comi non mancano dubbi e perplessità. A partire dal fatto che, per lei, eurodeputata, non sarà semplice essere presente sul territorio. E’ lunga la strada da Bruxelles a Varese. Lei si difende: “Lavoro al 100% in politica. Un impegno che mi consente una notevole flessibilità e la possibilità di stare sul territorio”. Annuncia poi i congressi cittadini entro aprile e, quanto alle amministrative, promette primarie per scegliere i candidati sindaci. Un impegno difficile da mantenere, dato che sono assai imminenti e, considerata l’aria che si è respirata al congresso provinciale, è difficile escludere risse e polemiche a livello cittadino.

Resta il fatto che la Comi, dopo un’estenuante attesa durata un anno, ora si è insediata nel ruolo occupato da Rienzo Azzi. Ad urne chiuse, e a bocce ferme, la Comi governa un partito in cui i due terzi hanno scelto lei, mentre un terzo ha scelto il suo avversario. Non sarà una strada in discesa, quella che la giovane segretaria dovrà percorrere. Sia pure insieme a quelli che lei definisce “i miei bodyguard”, Aliprandi e Marsico.

5 marzo 2012
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