Varese

Un processo mediatico per Moliére-Hendel

Una scena dello spettacolo di Muscato e Hendel

Un Moliére messo sotto processo in uno sgangherato talk-show: è questa l’idea dello spettacolo, ieri sera al Teatro Apollonio, “Moliére a sua insaputa”, messo in scena da Leo Muscato e con Paolo Hendel nei panni del commediografo francese.  Uno spettacolino che alterna le tappe del becero programma televisivo con momenti in cui Moliére propone schegge dei suoi capolavori, dal Malato Immaginario al Don Giovanni.

A fare da spalla al Jean-Baptiste Poquelin interpretato da Hendel, apparso non vivacissimo in scena, una vivacissima Maria Pilar Pérez Aspa, una sorta di Raffaella Carrà ispanica, e due giovani attori che interpretano con bravura un ampio ventaglio di parti secondarie: Laura Pozone e Mauro Parrinello.

La tv messa in farsa, di cui Moliére diventa la vittima. La conduttrice televisiva, naturalmente, pesca a man bassa tra le dicerie e le maldicenze relative all’autore francese, dalla sua capacità di plagiare opere altrui fino all’infamante accusa di avere sposato la compagna di una vita, Madeleine Béjart, ma la di lei giovane figlia (e forse figlia del commediografo). Così “in diretta, in esclusiva e a sua insaputa”, come continua a recitare il tormentone della conduttrice, Moliére finisce per essere sbertucciato alla grande, stritolato dal grande circuito mediatico, e la sua grande arte finisce per apparire un dettaglio insignificante.

L’impressione finale è che gli autori, cioè Muscato e lo stesso Hendel, siano rimasti in mezzo al guado: qualche battuta politica che riguarda i nostri tempi, qualche riferimento al costume, qualche siparietto nello studio tv (come la Filumena che irrompe in scena, stereotipo dello spettatore medio), qualche momento di nostalgia privata, il tutto senza scegliere e senza grande coerenza. Resta Hendel, sempre bravo e divertente.

3 marzo 2012
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