Varese

Cava Italinerti, un convegno ribadisce l’allarme

Il tavolo dei relatori

Ieri sera, in Salone Estense, si è svolto un convegno sulla questione della Cava Italinerti, la cava che potrebbe essere riaperta dopo che la Regione deciderà se accettare o meno la richiesta di stralcio di questa cava dal Piano cave. Un incontro promosso da Amici della Terra e Acquaria, ma che non ha visto la presenza di altre grandi associazioni impegnate da tempo su questo fronte, come Legambiente. Per il Comune di Varese, il sindaco Attilio Fontana, e per la Provincia, l’assessore Luca Marsico, hanno sostenuto di avere fatto tutto quello che potevano fare, aggiungendo di avere una posizione super partes in quanto istituzioni, concezione astratta e discutibile, considerato il fatto che sono poi la politica e i partiti a selezionare, e i cittadini ad eleggere, gli stessi ammistratori locali.  

Un momento di dibattito che non ha aggiunto nulla di nuovo sulla cava di recupero, come viene definita dal piano cave. Presenti in massa i leghisti, che sul tema si sono schierati “contro”, sia pure con qualche importante eccezione. Chiaro il messaggio del segretario del Carroccio cittadino, Marco Pinti: “Quando si confrontano un interesse personale e interessi pubblici, stiamo dalla parte dei secondi, e lo faremo fino in fondo”.

Quanto al Pdl, tutto diventa molto più complicato: ieri sera era presente, di quel partito, il solo assessore alla Tutela ambientale  provinciale, Luca Marsico, che però ha sottoloineato di essere presente in qualità di esponente delle istituzioni. Ma è risaputo che le due componenti più morbidi sul niet alla riapertura sono formigoniani ed ex An. E infatti questi non si sono visti neppure ieri sera.

Non mancavano neppure i rappresentanti delle opposizioni, con il consigliere Sel, Rocco Cordì, intervenuto apertamente contro la riapertura, mentre Luca Conte, consigliere comunale Pd, alla fine non è riuscito a prendere la parola. Ha parlato anche Pippo Pitarresi, dei Comunisti italiani. 

Gli organizzatori dell’assemblea, Arturo Bortoluzzi, presidente Amici della Terra, e Marco Viganò, presidente di Acquaria, hanno ribadito tutti i motivi dell’allarme del territorio. “Un territorio bello e ricco di biodiversità - ha rimarcato Bortoluzzi -, e che dunque va tutelato. Non può essere trasformato in un formaggio gruviera pieno di buchi”. Da parte di Viganò si sono sottolineati i pericoli legati alle falde acquifere e anche il problema dell’arsenico presente in quel terreno, che è meglio non smuovere, altrimenti si provoca un aumento della potenza dello stesso materiale. Un intervento preoccupato anche quello del sindaco di Cantello, Nicola Gunnar Vincenzi.

Al termine è intervenuto anche Antonio Nidoli, rappresentante di Italinerti, presente in sala, che ha sostenuto di “essere stati criminalizzati dai giornali, adducendo menzogne e falsità”. Ha poi ribadito che “è stata fatta una battaglia abnorme su un’opera che non ha un impatto importante sul territorio”.

28 febbraio 2012
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