Varese

Alberi veterani, ora li tutela un progetto Interreg

Daniele Zanzi

“Pro Arbora” è il nome del progetto Interreg dedicato agli alberi-monumento. Un progetto nato nel 2007, che si concluderà l’anno prossimo e vede il coinvolgimento di diverse realtà, il varesino Mai (Modern Arboricolture Institute), l’Associazione di Sviluppo Rurale, che ha sede a Bolzano e Perugia, e Jardin Swisse (Associazione svizzera imprenditori giardinieri) che ha sede a Lugano. Collaborazione anche della Regione Lombardia. Tante realtà diverse che hanno per obiettivo comune quello di conoscere meglio e proteggere di più gli alberi monumentali della zona dei Laghi prealpini. Presente al lancio del progetto anche Stefano Clerici, assessore alla Tutela Ambientale del Comune. Tra il pubblico, Gabriele Bardelli, responabile di Casa Pound di Varese.

Patron dell’iniziativa, presentata questa mattina presso il Salone Estense,  l’agronomo e ambientalista Daniele Zanzi. “Ci rivolgiamo a quegli alberi che, in questo territorio prealpino, non solo si segnalano per la loro eccellenza da un punto di vista botanico, ma anche da un punto di vista storico, dalla loro appartenenza alla nostra storia”. Diversi i casi esemplari proposti da Zanzi: è il caso dei gelsi, che hanno avuto un forte significato per l’industria e il lavoro di chi ha coltivato i preziosi bachi da seta, i nostri nonni; oppure Zanzi cita il cedro del Libano che, a Villa Mirabello, ha “incontrato” teste coronate tricolori in visita agli augusti spazi naturali sopra i Giardini Estensi.

Insomma, è ampio il concetto di albero-monumento che sta alla base di questo Interreg. Con connotazioni naturalistiche, ma senza dimenticare le caratteristiche storiche. Tra le azioni che sono previste nel cammino di “Pro Arbora” innanzitutto il censimento e la mappatura degli alberi monumentali radicati in giardini pubblici e privati oltre che in aree naturali insubriche. Una schedatura davvero interessante, dato che comprende una descrizione botanica della pianta, oltre ad una descrizione storica, ma soprattutto - e qui viene il bello – anche una valutazione economica della stessa pianta. Un fatto importante, che consente di valutare, in caso di taglio, quale l’entità economica del danno e dell’eventuale risarcimento. Un caso concreto? A Villa Augusta, dove a tutti i costi si è voluto realizzare un parcheggio, verrà colpita una quercia da sughero. Quale il danno? Quasi 39 mila euro.

Dopo il censimto delle piante, la seconda tappa del progetto è quella di stabilire circuiti botanici e turistici tra Varese, Como e il Canton Ticino. Un’opportunità per incrementare l’offerta turistica, coniugando la bellezza dei luoghi con le eccellenze dei giardini storici, degli orti botanici, dei luoghi del verde.  Infine sono inclusi nel progetto anche tre workshop destinati ad agronomi e professionisti del settore.

Sul fronte formativo e culturale, questo progetto prevede anche un grande convegno internazionale che, entro la fine di questo anno, vedrà giungere i massimi esperti internazionali che si interrogheranno sugli alberi monumentali. Come rivela Daniele Zanzi, tra le prime special guest del convegno internazionale lo scrittore-alpinista-naturalista Mauro Corona e la mitica Julia Butterfly Hill, l’ambientalista americana che restò per 738 giorni arrampicata su una sequoia per impedirne l’abbattimento da parte della famiPacific Lumber Company.

28 febbraio 2012
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