Varese

Il futuro del Premio Chiara? Tutto dipende da Monti

Gli organizzatori del Premio Chiara

Presentazione, questa mattina a Villa Recalcati, della 24a edizione del Premio Chiara. Una presentazione sovrastata dalle nubi nere dell’incerto futuro delle Province. Al punto che il lancio del cartellone, dei premi, dei seminari è andato di pari passo con una convinta e ribadita difesa delle Province. Un dettaglio non da poco, dato che, come sottolinea una delle menti del premio, Bambi Lazzati, da Villa Recalcati arrivano ben 45 mila euro, mentre dal Pirellone, nel 2011, neppure un euro bucato. Così, messi da parte dubbi e interrogativi sul ruolo delle Province, i protagonisti della presentazione di oggi si sono trasformati in paladini delle province, che il governo Monti vorrebbe cancellare.

Del resto, il Chiara resta una delle poche manifestazioni culturali del nostro territorio che continua a camminare. E le preoccupazioni degli Amici di Piero Chiara, la Lazzati e Romano Oldrini, sono giustificate: il prossimo anno, il 2013, vedrà un intreccio tra anniversari: il centenario della nascita di Piero Chiara e Vittorio Sereni, i 25 anni del Premio Chiara, i 10 anni dalla scomparsa di Gottardo Ortelli, artista e politico, e presidente dell’associazione. “Sarebbe davvero un peccato che, proprio il prossimo anno, non si possa svolgere la manifestazione”, dice Bambi Lazzati. Così, parte un appello ad imprenditori e istituzioni alla ricerca di risorse.

Molti gli interventi delle autorità. “Una Provincia di Varese senza Premio Chiara, non sarebbe immaginabile”, dice l’assessore alla Cultura provinciale, Francesca Brianza. “Ma anche il Premio Chiara senza Provincia, non ci sarebbe”, interviene Bruno Amoroso della Camera di commercio. Anche per Enrico Angelini, assessore in rappresentanza del Comune (erano assenti, infatti, sindaco Fontana e assessore alla Cultura del Comune, Simone Longhini), “dato che siamo maestri nell’arte del possibile, speriamo si possa recuperare anche le province”.

Premio Chiara che conferma la sua ormai solida struttura: tre i seminari e quattro i premi. Ci saranno seminari di filosofia (sul tema “Il sapere e la vita”), di poesia (con la presenza di Mario Santagostini e Patrizia Valduga) e di fotografia. Per quanto riguarda i Premi, invece, ci saranno il Premio Chiara dedicato ai big, il Premio Chiara Inediti, il Premio Chiara Giovani (nuovo presidente Daniela Tam Baj) e il Premio Riccardo Prina, fotografia e parola, che è stato illustrato dall’amico di Riccardo e critico Mauro Gervasini. Prosegue anche il riconoscimento all’industria, uno degli appuntamenti molto attesi condotti da Matteo Inzaghi: dopo Aermacchi, Agusta, Missoni, quest’anno sarà la volta di Toto Bulgheroni.

24 febbraio 2012
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2 commenti a “Il futuro del Premio Chiara? Tutto dipende da Monti

  1. Valeria rosselli il 25 febbraio 2012, ore 10:39

    A costo di essere censurata, bisogna dire le cosa come stanno: frequento l’ambito letterario da anni, ho amici che anno vinto premi davvero importanti a livello quantomeno nazionale… e tutti, indistintamente, mi dicono che il Premio Chiara è una realtà “rilevante” solo per la nostra Provincia. Ecco dove sta il problema, ed ecco perchè gli sponsor “scappano”. Se in 25 anni il Premio Chiara avesse saputo imporsi a livello nazionale, forse non ci troveremmo in questa situazione… ma noi siamo anche la provincia dove Amordilibro è stato chiuso senza mai tentare di elevarlo a livello del Salone Internazionale del Libro di Torino. Non è il Premio Chiara, è il modo di fare cultura ad essere sbagliato. E la nostra città diverrà sempre più povera.

  2. Mentino il 25 febbraio 2012, ore 15:23

    Ma la notizia dove sta? La cultura si lamenta sempre delel poche risorse.

    Un colpo di scena che poteva “elevare” il premio?

    Bè invece di onorare l’industriale Bulgeroni si poteva premiare gli OPERAI!
    Gesto di stile!

    E, vera notizia bomba, rinunciare al contributo dei 45 mila, proprio in favore di politiche sul lavoro.

    Certo non bisogna rinunciare alla Cultura ma quando manca il pane, la penna soccombe all’utilità della zappa.

    Saluti

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