Varese

Dopo Serra, Mirabelli difende Matteo Inzaghi

Matteo Inzaghi

Prima Michele Serra, e poi Matteo Inzaghi. In nome della libertà di espressione, il capogruppo del Pd in Comune Fabrizio Mirabelli, dopo avere chiesto al sindaco Fontana di  ritirare la querela contro il giornalista Michele Serra, una vicenda che risaliva al 2009, oggi prende posizione in difesa del direttore dell’emittente locale Rete55, Matteo Inzaghi. In questo caso la querela del sindaco Fontana è stata presentata nel 2008.

“Per quanto ci riguarda – scrive il Pd Mirabelli - la libertà d’espressione si identifica con la libertà tout-court, sia quando sono coinvolti giornalisti di testate nazionali che quando sono coinvolti giornalisti di testate locali. Facciamo una precisa scelta di campo: noi siamo dalla parte di chi fa, con professionalità, il suo mestiere, informando l’opinione pubblica su cosa succede nella nostra città”.

“Per questo, anche nel caso di Matteo Inzaghi – continua Mirabelli – chiediamo al sindaco Fontana di ritirare la denuncia-querela perché non condividiamo, in alcun modo, il metodo di querelare i giornalisti. Non ci spieghiamo, peraltro, come mai, in questo caso, il Comune di Varese non abbia esitato a costituirsi parte civile mentre si sia rifiutato di farlo nel caso degli imbrattatori padani”.

A proposito sia della querela a Michele Serra che di quella a Matteo Inzaghi, Mirabelli evoca una vicenda del nostro passato da cui trarre insegnamento. “Negli anni ’70, il grande giornalista Giorgio Bocca, interessandosi dei liquami che le industrie scaricavano nel lago di Varese, firmò, su “Il Giorno”, un servizio intitolato: “La città che galleggia sulla m….”. All’Amministrazione di allora non passò minimamente per la testa di querelarlo. L’articolo, naturalmente, suscitò un dibattito che, tuttavia, rimase sul piano del confronto di opinioni”.

24 febbraio 2012
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