Politica

Sentenza anti-respingimenti. E picconata alla Lega

Una sentenza che, finalmente, ristabilisce le ragioni della civiltà e della giustizia. Parliamo della sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato l’Italia per i respingimenti dei migranti verso la Libia del 2009. L’Italia dovrà  pagare 15 mila euro a testa, più le spese legali, a un gruppo di 24 profughi africani, come risarcimento per i danni subiti.

Una sentenza che “ci fara’ ripensare la nostra politica nei confronti dell’immigrazione”, ha commentato il ministro della Cooperazione e Sviluppo, Andrea Riccardi. “Siamo molto attenti”, ha aggiunto, “alle dimensioni europee e quindi riceveremo la sentenza con molta attenzione. L’Italia vuole combattere l’immigrazione clandestina e promuovere un’immigrazione legale, per l’integrazione degli immigrati”.

“Un’altra incomprensibile picconata del buonismo peloso contro il sistema di sicurezza e di protezione contro l’immigrazione clandestina che avevo attuato”. Giudizio lapidario dell’ex ministro leghista Roberto Maroni sulla sua pagina Facebook a proposito della condanna dei giudici di Strasburgo. “Una sentenza politica – aggiunge l’esponente del Carroccio – di una Corte politicizzata. Rifarei esattamente quello che ho fatto: impedire ai barconi di clandestini di partire dalla Libia, salvare molte vite umane e garantire maggiore sicurezza ai cittadini”.

23 febbraio 2012
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4 commenti a “Sentenza anti-respingimenti. E picconata alla Lega

  1. rocco cordì il 24 febbraio 2012, ore 01:08

    Quella sui giudici politicizzati l’abbiamo già sentita. Maroni farebbe meglio a riflettere sul fallimento di una politica migratoria costruita all’insegna della “faccia feroce” e ignorando i diritti fondamentali delle persone.
    La politica migratoria del governo Lega PDL perde i pezzi per strada non perchè prevale il buonismo peloso ma per la sua insostenibilità giuridica.
    Se i suoi pacchetti sicurezza (dalle impronte ai rom all’aggravante di clandestinità, dal divieto di matrimonio con irregolari al reato di clandestinità -nella parte che punisce con il carcere gli immigrati irregolari- fino ai “respingimenti” in mare concordati con Gheddaffi) vengono smantellati da tribunali ordinari, Consiglio di Stato, Corte di Cassazione, Consulta e Corte di giustizia dell’Unione europea, ci sarà pure qualche ragione non riconducibile alla banale affermazione che sono tutti politicizzati. Si interroghi on. Maroni.

  2. marco cerini il 25 febbraio 2012, ore 01:33

    purtroppo sempre di tribunali parliamo e mai di volontà popolare espressa democraticamente attraverso i propri rappresentanti eletti. Abbiamo già capito quanto contano le leggi se poi tanto le si deve sempre interpretare in qualche modo. purtroppo in questo strano Paese provare a fare una politica normale, che dico, seria almeno, che interrompa alla fonte lo strazio della tratta di uomini che è oggi solo a tutto beneficio dei nuovo schiavisti del XXI secolo, si scontra contro l’ideologizzato pensiero buonista che non sopporta l’idea che si possa fare una politica razionale e coerente, solo perchè tale politica è contraria ai “principi” supposti. Va bene, anzi Vabbuò si prosegua pure a teorizzare, intanto stiamo andando a “skatafascio”. poi qualcuno ne risponderà pure e dovrebbe anche domandarsi: perchè nonostante tutto così tanta gente continua a pensarla diversamente rispetto ai geni dei “principi”? Forse che abbiano ragione i barbari sognanti? La storia del mondo insegna che l’acqua cerca sempre la via più diritta e quando è impetuosa non guarda in faccia e niente e nessuno.

  3. a.g. il 25 febbraio 2012, ore 09:48

    Se la politica dei barbari sognanti è buttare a mare dei poveracci, andiamo bene…

  4. Roy1 il 25 febbraio 2012, ore 15:02

    Il problema non è quale politica si sceglie, ma la qualità delle persone chiamate a metterla in pratica. Fare le leggi non è uguale a chiacchierare al bar. Molte leggi scritte durante il fascismo durano ancora: perché sono state scritte da grandi studiosi di diritto, sia pure del regime. Non da un ministro ex dentista o da qualche amico o amica messo lì per far numero. Il dramma della Lega è sempre lì.

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