Varese

Villa Mylius ospiterà davvero lo chef Marchesi?

Lo chef Marchesi

A Varese vengono spesso annunciati molti progetti, li si dà per certi, ma poi scompaiono dal dibattito e nessuno se ne ricorda. E’ anche il caso di Villa Mylius donata a Palazzo Estense dalla famiglia Babini Cattaneo nel 2006, ma che resta ancora inutilizzata. Un tema interessante, che viene sollevato da Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero, che sulla questione ha depositato in Comune questa mattina una interrogazione.

In particolare Nicoletti evoca il famoso accordo tra il Comune di Varese e la Fondazione Gualtiero Marchesi, che a Villa Mylius avrebbe dovuto portare la sede della sua Accademia. “Di questo accordo non sappiamo nulla – attacca Nicoletti – e, nel frattempo, la prestigiosa Villa Mylius, dopo quasi 6 anni dalla donazione, rimane inutilizzata”. Continua il consigliere comunale d’opposizione: “Nutriamo seri dubbi sulla destinazione di Villa Mylius alla fondazione Marchesi”. 

Pertanto Nicoletti chiede: “se corrisponda al vero che vi sia un accordo tra il Comune di Varese e la fondazione Gualtiero Marchesi per destinare alla fondazione Marchesi l’utilizzo di Villa Mylius; se l’Amministrazione Comunale abbia ulteriori informazioni in merito e se sian stati adottati ulteriori provvedimenti; come mai ad oggi, dopo quasi 6 anni dalla donazione, Villa Mylius risulta inutilizzata; se l’Amministrazione Comunale intenda, come da noi proposto, valutare di realizzare proprio a Villa Mylius, qualora non dovessero concretizzarsi l’ipotesi della Fondazione Marchesi, uno spazio espositivo permanente dei cimeli risorgimentali di proprietà del Comune di Varese”.

22 febbraio 2012
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7 commenti a “Villa Mylius ospiterà davvero lo chef Marchesi?

  1. Mentino il 22 febbraio 2012, ore 15:18

    E meno male! speriamo rimanga inutilizzata piuttosto che vederci aprire dentro una specie di ristorante di lusso per signorotti e signorine.

    L’accordo era un follia: cessione per 30 anni! Di fatto si sottraeva il bene alla pubblica utilità.

    Villa Miliyus è perfettamemnte fruita da chi ogni giorno ci porta i cani, ci paseggia, ci porta i bilmbi, oppure la frequneta per dare il primo, o l’ennesimo, romantico bacio alla/al proprio innamorata/o.

    Frittate, amatriciane, e mozzarelle di bufala meglio rimangano fuori.

    Semmai aprite uno spazio dedicato all’arte, al teatro, al cinema, alla musica!

  2. varesino il 22 febbraio 2012, ore 16:15

    Villa MYlius va messa in sicurezza. Le solette sono ancora con le cannette, l’impianto elettrico e termico è da rifare- Il costo di messa in sicurezza e rifacimenti si aggira sui DUE MILIONI di euro, ma il Comune di Varese ha conti esatti valutati da esperti. Il problema è solo questo. Poi ci sono i costi del parco pubblico e la sua manutenzione.

  3. Mentino il 22 febbraio 2012, ore 17:23

    Ergo melgio darla al Cuoco? Oppure renderla ai Babini, che seppur generosi forse si sono disfatti di un bel fardello?

    Ma di questo passo assisteremo all’eutanasia di gran parte dei beni pubblici, ai quali verrà imposto il decesso per carenza di fondi.

    Oppure vogliamo considerarla risorsa, fornendola di contenuti e cercando di drenare risorse da bandi e sponsor che possano permettere un recupero, anche se lento?

    L’Italia delgli ultimi mesi sta tirando su la testa, è orgogliosa di ciò che è e di cio che ha. Prendiamo esempio.

    Sono convinto che una soluzione perhcè Villa Mylius rimanga publbica al 100% si possa trovare, ma ci vuole determinazione e coraggio.

  4. varesino il 22 febbraio 2012, ore 21:14

    Volevo solamente dire che il problema vero è il costo della messa in sicurezza. Per questo nessuno la vuole ed il Comune non ha i soldi da spendere. I Babini si son liberati di un fardello e lo hanno scaricato al Comune di Varese. Non avrebbero mai ottenuto volumetria in quel luogo, e non interessava ristrutturare la villa. Avrebbero potuto venderla a privati, ma i Babini non han bisogno di soldi. L’han regalata al Comune. Che la demoliscano , fanno prima.

  5. Arianna il 28 febbraio 2012, ore 09:21

    L’Accademia Gualtiero Marchesi non è un ristorante ma una scuola alberghiera! Piuttosto che abbandonare una villa con tutti i vari problemi di manutenzione è meglio che subentri qualcuno e che magari la mantenga anche un po!

  6. a.g. il 28 febbraio 2012, ore 14:33

    Sì, magari….

  7. Paolo Franchini, Varese il 28 febbraio 2012, ore 17:25

    In estrema sintesi, dalle crepe alle crêpes.

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