Varese

Ghiringhelli: “legge harlem” meglio di “legge harem”

Il 15 febbraio il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato la legge sulle “Disposizioni in materia di artigianato e commercio”, meglio nota come “legge harlem” in quanto richiama i provvedimenti dell’ex sindaco di New York Rudy Giuliani circa i negozi etnici. La Lega Nord di Varese esulta del successo politico ottenuto dai suoi esponenti al Pirellone e si dice pronta a dare attuazione alle nuove misure.

“Siamo molto soddisfatti per questa legge – dichiara il segretario del Carroccio varesino, Marco Pinti – sebbene credo sia sbagliato il nome “legge harlem” perché rimanda alla creazione di ghetti, al contrario lo spirito di queste disposizioni va nel senso opposto, ossia quello di evitarli, i ghetti”. “E’ importante – prosegue Pinti –mettere un argine all’invasione commerciale che stringe a tenaglia il nostro tessuto produttivo: da una parte infatti abbiamo grandi capitali stranieri che rilevano le nostre industrie in difficoltà, vedi la “Cobra” comprata dai tedeschi, e dall’altra vediamo troppo spesso le insegne dei piccoli negozi tradursi in cinese o in altre lingue con conseguente impoverimento tanto della qualità dei prodotti, quanto della forza dei nostri negozianti che si trovano ad affrontare una concorrenza sleale.”

Una prima diga eretta dalla legge regionale contro il proliferare selvaggio di commercianti extracomunitari sarà appunto la conoscenza della lingua italiana come requisito necessario per la concessione della licenza, un punto fermo che viene ribadito anche dall’assessore al Commercio del Comune di Varese, il leghista Sergio Ghiringhelli che sottolinea come questo sia un passaggio “tutt’altro che simbolico”. “La lingua – sostiene Ghiringhelli – è il cardine dell’integrazione e questo è vero ancora di più quando si tratta delle insegne dei negozi che rappresentano visivamente l’anima dei quartieri. Su questo saremo intransigenti quando si tratterà della concessione delle licenze. Inoltre la legge regionale dà importanti poteri ai comuni in materia di pianificazione della presenza di strutture commerciali per non dar spazio a concentrazioni pericolose sia per l’economia, quanto per il decoro urbano. Infine con questo provvedimento finalmente si pone fine alle scappatoie con cui alcuni commercianti stranieri potevano aggirare le norme sull’artigianato: mi riferisco ai centri massaggi orientali dove dovrà operare personale qualificato e rispettare le leggi esattamente come tutti i centri estetici. Insomma – conclude l’assessore – chiamiamola pure “legge harlem”, sarà sempre meglio di quella che vigeva prima: la “legge harem.”

Un pacchetto di misure dunque destinato a regolamentare in modo più stringente la vita commerciale delle città, ma la cui applicazione effettiva non potrà fare a meno dell’attenzione della polizia municipale, come ricorda l’Assessore leghista alla Sicurezza del Comune di Varese, Carlo Piatti che dichiara come “il rispetto delle regole da parte di tutti è una priorità assoluta”. “Con queste nuove misure– prosegue Piatti – il potere del Comune è notevolmente aumentato. Continueremo i controlli ordinari a tutti gli esercizi, ma non mancheremo di dedicare un attenzione particolare ai commercianti cinesi e non, per vigilare su quel rispetto di norme che molto spesso sembra approssimativo. Mi riferisco non solo agli obblighi igienico-sanitari, ma anche al controllo qualitativo delle merci e alla loro etichettatura”. “Solo la Lega Nord – conclude l’assessore – è il baluardo contro l’illegalità e il degrado urbano. Attiverò in questo senso le pattuglie della polizia municipale così che il controllo e l’ordine siano i cardini attorno a cui ruota il benessere del nostro territorio”.

22 febbraio 2012
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3 commenti a “Ghiringhelli: “legge harlem” meglio di “legge harem”

  1. tikuronakarie il 22 febbraio 2012, ore 21:01

    bravo ghiro

  2. franco il 23 febbraio 2012, ore 02:41

    Come baluardo contro l’illegalità e il degrado urbano niente pizza e kebab,ma solo polenta ,salamelle e “trote”.Indispensabile la conoscenza della lingua di Vares.
    Non sono sicuro che i nostri assessori la masticano bene.

  3. cittadinosuperpartes il 23 febbraio 2012, ore 19:22

    Bisognerebbe istituire la nuova Milizia Volontaria Sicurezza della Padania Primo caporale d’onore Bossi. Comandante Generale Borghezio Alla sezione propaganda i tre imbianchini del muro dell’ippodromo Tolleranza zero, per poter avere una licenza e se fermati in strada occorrera’ declinare la filastrocca in dialetto Ti che te tacheti i tac, tacumi i tac, tacati i tac a ti che te tacheti i tac , tachetiti i to tac. A garanzia della purezza

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