Varese

Applausi per il Goldoni gran pettegolo dell’Apollonio

A conferma che certi classici del teatro incontrano il favore del pubblico, la proposta della “Bottega del caffè” di Carlo Goldoni nel cartellone del Teatro di Varese ha registrato un grande successo. Come ogni classico, anche questo ha conosciuto messe in scena sperimentali e innovative (come quella del Teatro dell’Elfo, che si ispirava alle versione del regista Fassbinder). A Varese la Compagnia del Teatro Carcano di Milano ha portato un Goldoni divertente e moralista che, grazie alla regia sicura e alla bravura degli attori, ha conosciuto un convinto successo.

Una commedia, quella di Goldoni, imperniata sulla calunnia e la maldicenza, il cinismo e la malattia del denaro. Tematiche di grande attualità anche a tre secoli di distanza. Comunque una commedia di personaggi più che di trama, e dunque ha avuto buon gioco il regista Giuseppe Emiliani, goldoniano esperto, a costruire il suo spettacolo su grandi individiualità. A partire da un grande Antonio Salines, attore di lunga esperienza cinematografica e teatrale (da ricordare, nel filone della commedia sexy all’italiana, il suo “La sculacciata”, per la regia di Pasquale Festa Campanile). All’Apollonio Salines ha offerto un detestabile e simpatico Don Marzio, costretto, al termine, a lasciare Venezia perchè divenmtato capo espiatorio di una comunità che vive di calunnie e maldicenze. Peccato che a Varese non fosse presente, per motivi di salute, Marina Bonfigli, sostituita da una non convincente Alessandra Salamida nel ruolo della misteriosa Pellegrina.

Una messa in scena di forte impatto sul pubblico, quella del Carcano, esaltata dalla scenografia di Guido Fiorato, che si ispiravano a quelle create dal suo maestro Emanuele Luzzati per la stupenda edizione del 1989 al Teatro Romano di Verona, che vedeva Giulio Bosetti come protagonista e Gianfranco De Bosio come regista. La stessa compagnia del Carcano sarà ancora al Teatro Apollonio, il 3 aprile, con un altro classico: il Pirandello dei “Sei personaggi”.

22 febbraio 2012
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