Varese

Porte negozi, ordinanza in ritardo, il Pd l’appoggia

Da sinistra Conte e Clerici

Presentata questa mattina presso il Comune di Varese l’ordinanza sindacale con cui si proibisce ai negozi di tenere le porte aperte, una scelta che comporta uno spreco di energia evidente (sanzioni tra i 25 e i 500 euro). Una buona idea, senza dubbio, se non che arriva quando si preannunciano 18 gradi di temperatura per il prossimo weekend. Annunciata due settimane fa, l’ordinanza è arrivata quando il gelo (e dunque il riscaldamento al massimo) è ormai alle nostre spalle.

Non solo: l’ordinanza, in ritardo rispetto al meteo, non affronta neppure l’analogo problema estivo, quando le porte aperte e l’aria condizionata al massimo ripropongono, sia pure in una stagione diversa, il medesimo spreco di emergia. Di questo nulla dice l’ordinanza del Comune di Varese.  

A presentare il provvedimento sulla cui utilità è più che legittimo dubitare, l’assessore alla Tutela Ambientale, Stefano Clerici, affiancato dal consigliere comunale e vicecapogruppo Pd, Luca Conte. Clerici ha rimarcato che “l’ampio margine di tempo con cui entra in vigore è la dimostrazione che il provvedimento non vuole martellare i commercianti”. Ha poi aggiunto che si tratta di una “prova generale” in vista di un più ampio piano di risparmio energetico che riguarderà lo stesso Comune, e che in futuro prevederà un ammodernamento dei mezzi comunali e degli impianti di riscaldamento in chiave di maggiore sostenibilità ambientale.

La presenza del consigliere Conte si spiega con il fatto che, dello stesso argomento, Luca Conte si occupò in passato. “Un malcostume diffuso, quello di tenere le porte aperte da parte dei negozi. Abbiamo trovato l’assessore disponibile al confronto e riteniamo positiva questa ordinanza”.

21 febbraio 2012
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5 commenti a “Porte negozi, ordinanza in ritardo, il Pd l’appoggia

  1. bruno belli il 21 febbraio 2012, ore 18:29

    Idea eccellente…forse!
    Manca, infatti, una considerazione da parte di chi ha studiato il provvedimento.
    Se un negoziante apre la porta per il comune RICAMBIO D’ARIA di 15 /30 minuti, soprattutto quando vi sia stato via vai di gente e l’aria si sia fatta pesante – sovente accade e, talora, è anche nauseabonda – la multa sarà rilevata comunque?
    Prescrizioni mediche accreditate da almeno un secolo, consilgiano ampi ricambi d’aria con frequenza possibilemnte superiore ad una volta il giorno, laddove ci sia concentrazione di gente (ma anche nei locali domestici). I poltici, dunque, non ne tengono conto?
    E sì, perchè se si proibisce di tenere aperte le porte, come si può dimostrare che le stesse erano state, aperte solo per quei “10 minuti” di ricambio, nei quali, ahimè, è passata la guardia comunale?
    Certo, caro Direttore, come dici tu, sull’utilità “è più che legittimo dubitare”. indiscutibile, invece, il fatto che ai politici, di qualunque colore ed età, non piace propro “cambiar aria”!

  2. Umberto il 21 febbraio 2012, ore 23:38

    Esilarante pezzo di satira del signor Bruno Belli! Peccato che fra i “politici” di qualunque colore ed età abbia dimenticato di annoverare anche sé stesso. Ma, forse, è normale visto che, alle ultime elezioni, come si suole dire, è stato “trombato”. E’ da lì che nasce il suo incontenibile astio?

  3. bruno belli il 22 febbraio 2012, ore 16:34

    Non sono un politico, non lo sono mai stato; non ho mai avuto alcuna tessera di partito, non ero iscritto nemmeno a ML. Non nego che ero candidato (indipendente) per tale movimento varesino – lo feci per “amicizia” nei confronti di un individuo che ha dimostrato di non meritarla, più che per la convinzione di potere approdare sui banchi di ma non rimpiango le mie scelte.
    Non ho la stoffa del politco: troppi compromessi e “giochini”. Preferisco agire alla luce del sole piuttosto che nei retro degli uffici dei bottoni. Sono semplicemente un giornalista “per caso” – probabilmente anche di 4 classe – e mi posso vantare di una sola condizione: potere mantenere libere le mie idee e le mie azioni. Chi mi conosce bene, poi, sa che invidia ed odio non appertengono alla sfera dei miei sentimenti (quindi, anche l’astio).
    La ringrazio per avermi consesso il titolo di “satirico”: al giorno d’oggi è un lussuoso pregio.

  4. bruno belli il 22 febbraio 2012, ore 16:35

    Si sono cancellati, dopo “approdare sui banchi di” i gtermini “palazzo Estense”.

  5. nevio il 22 febbraio 2012, ore 16:45

    mi sa che il sig. umberto è uno di quelli che non vuole chiudere la porta

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