Varese

Cava Italinerti, spunta l’asse sinistra-Carroccio

Un momento della discussione in Commissione Ambiente

Commissione Ambiente, questa sera a Palazzo Estense, ad ordine del giorno unico: la controversa Cava Italinerti e i rischi per la falda acquifera di Varese, un problema che sta suscitando preoccupazioni tra i cittadini e spaccature tra forze politiche. Una Commissione che, presieduta con rigore dal leghista Andrea Porrini e richiesta dal consigliere del Movimento Cinque Stelle, Francesco Cammarata, ha visto spuntare un nuovo asse costituito da sinistra e Lega Nord, che insieme hanno votato un ordine del giorno presentato dal consigliere Sel, Rocco Cordì. Una mossa a sorpresa, quella di Cordì, che ha presentato il documento prendendo in contropiede i consiglieri della maggioranza, che entrando in Commissione non immaginavano si sarebbe arrivati a contarsi. Al termine della discussione, la maggioranza si è spaccata, con la Lega a favore dell’ordine del giorno, e il Pdl unico ad astenersi. Presente in Commissione, tra il pubblico, anche Antonio Nidoli, rappresentante della Italinerti, società del Gruppo Nidoli.

Una discussione lunga e tesa, che ha visto la presenza dell’assessore alla Tutela Ambientale, Stefano Clerici, oggetto di un forte pressing, nel corso della Commissione, della consigliera Pd, Luisa Oprandi, che ha continuato a chiedere a Clerici quale fosse l’orientamento della giunta Fontana. Un assessore apparso fortemente in imbarazzo, dopo che la giunta aveva deciso di non decidere a proposito della cava, rinviando ogni decisione alla posizione che entro il mese prenderà la Regione circa lo stralcio. Un imbarazzo certamente legato alle divisioni in giunta, con una Lega Nord molto più decisamente contraria rispetto ad un Pdl più possibilista, quando non apertamente favorevole, alla riapertura.

Un lungo dibattito, con interventi di tutti i consiglieri. A partire da Alessio Nicoletti, consigliere di Movimento Libero, che si è detto favorevole alla “opzione zero”: “E’ un territorio che ha già dato, a cui non si può chiedere di sobbarcarsi altre escavazioni. Perchè è chiaro che qui non si tratta di risanamento, ma di una vera e propria nuova attività di escavazione”. Interventi anche dei consiglieri Ronca (Varese&Luisa) e Cammarata (Movimento Cinque Stelle). Alla fine l’ordine del giorno proposto da Cordì è stato messo al voto, con il presidente Porrini (Lega) che vota a favore, mentre il consigliere Pdl Stefano Crespi decide di astenersi, in quanto non ci sono ancora elementi documentali che poossano fondare un giudizio, favorevole o contrario alla riapertura. A favore dell’ordine del giorno anche Nicoletti, Cammarata e Ronca.

20 febbraio 2012
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Un commento a “Cava Italinerti, spunta l’asse sinistra-Carroccio

  1. marco viganò il 21 febbraio 2012, ore 10:25

    Non capisco come si possa affermare che ‘non ci sono elementi documentali che possono fondare un giudizio’. Basti dire che lìunica analisi della situazione del rischio alle falde la fa uno studio commissionato dai cavatori, di Geda Spa, durametne criticato da ASPEM, che ARPA Lombardia, NON HA fatto un sopralluogo nè uno studio, si limita aad afermare una ducbbia coerenza interna dellostudio dei cavatori. Purtoppo quasi immediatamente ARPA è stat privata del Presidente per il penoso caso della cava di Cappella Cantone costata la testa del Vice Predisdente della Regione.
    Ho personalmente con autorizzazione del COmune di cantello diverse multe comminate tra 1985 e 86 all’alora abusivo Augusto Nidoli, titolare Italinerti, la Chiusura di cava Abusiva dell’estate del 1986, cava NIdoli Itlainerti, e vedo che lo stesso abusivo ha il permesso di fare un “recupero Ambeintale” senza che si sia rispettato nemmeno uno dei punti resi obbligatori in Europa dalla Convenzione di Aarhus, 2005, Italia tra i primi firmatari, circa la trasparenza totale di similli azioni sull’ambiente.
    Decisivo si sia comminato all’Itlainerti nel 1986 di metere una rete sopra, unica misura necessaria a prevenire un rischio ora quasi del tutto annullato: da sotto il buco abusivo é inaccessibile, in 26 anni la natura ha fatto il suo corso.
    La pericolostià nulla della parete sovrastatne é adottao come unico posimbile motivo al.. vendersi TUTTA LA COLLINA! Vergogna.

    Signor Crespi, gli elementi ci sono tutti, lo sapete, Sapete di non poter avvallare una situazione scandalasa, si affianchi a Provincia, Comuni della zona e cittadini contro un abuso di tipo clientelare che no ha quartiere nell’Europa di oggi.

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