Varese

Rieletto il lumbard Cavallin. Per acclamazione (vera)

Il coordinatore Stefano Cavallini

Una telefonata per fargli i complimenti e caldeggiare la convocazione, al più presto, di una riunione per incontrare i militanti della Circoscrizione di Varese e Valceresio. Non si è presentato in carne e ossa, l’ex ministro Maroni, alla sede cittadina della Lega Nord, anche se atteso, ma ha telefonato al neo-eletto Stefano Cavallin, al suo secondo mandato come coordinatore di Varese e Valceresio. Una rielezione scontata, in questo congresso domenicale “blindato”, dato che Cavallin era candidato unico. Oltre al segretario cittadino Marco Pinti, era presente anche il neo-segretario provinciale Maurilio Canton, che se la rideva a sentire che anche Cavallin è stato eletto “per acclamazione”. Un fatto che, nel caso di Canton, aveva scatenato il pandemonio. Ma alla sezione di piazza Podestà qualcuno, alla parola “acclamazione”, precisa: “acclamazione vera”.

Pochi minuti per rieleggere Cavallin, classe ’67, militante dal ’94, tra i 45 leghisti ancora sotto inchiesta nel processo a Verona sulle Guardie Padane, guidato dal sostituto procuratorìe Guido Papalia. Tra le accuse è rimasta ancora in piedi quella di “banda armata”. “Accuse ingiuste che ci sono state mosse da questo Stato italiota – dice Cavallin -. Venne perquisita casa mia, e dato che non c’erano divise o documenti, sequestrarono l’elenco dei ragazzi ai quali facevo catechismo in parrocchia”. Un processo in cui Cavallin è difeso da Fontana, e che vedrà la prossima seduta sabato prossimo 25 febbraio. “Forse sarà quella finale. E’ stato un processo durato 16 anni (i fatti avvennero nel 1996 ndr.), e ha pesato sulla vita nostra e delle nostre famiglie. Ora abbiamo intenzione di fare un ricorso per essere risarciti. Dato che non possiamo chiedere il risarcimento ai magistrati, che sono una Casta e vengono protetti, lo chiederemo allo Stato italiano”.

Per quanto riguarda il Carroccio, Cavallin ribadisce che la Lega è un partito unito e che l’organizzazione del Maroni Day (“l’avete chiamato così voi giornalisti”, dice Cavallin) è stata una manifestazione organizzata per sostenere Maroni. “E’ tra i padri fondatori della Lega e noi abbiamo chiamato a raccolta il popolo leghista”. Un momento di unità, sul palco c’erano tutti. E l’assenza di Canton? E gli slogan anti-Reguzzoni? “Canton mi risulta che avesse altri impegni..”. Nel frattempo arriva anche Canton nella sede varesina della Lega. ”Il caso Tosi? Non sono di quella Regione, non ne so nulla”. Come finirà a Tradate? “Il livello locale ha la sua autonomia. Quando avremo deciso, ve lo faremo sapere”. E quanto all’alleanza locale con il Pdl? “La sede della Lega provinciale è in via Magenta. Se vogliono, ci possono trovare là”.

19 febbraio 2012
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