Varese

Del Frate, giornalista cartaceo col vizio di twittare

Da sinistra Claudio Del Frate e Mauro Della Porta Raffo

“Un varesino al Corriere” si intitolava il dibattito di oggi con Claudio Del Frate, giornalista che nel quotidiano di via Solferino segue la cronaca della Lombardia, eccezione fatta per Milano che al Corriere è seguita da un’altra redazione. Al salotto di Mauro Della Porta Raffo, Del Frate si è raccontato, nei suoi successivi passaggi dalla Prealpina a Varesenews e poi al Corriere. Per lui la “gavetta” locale è stata importante. “Mi ha consentito di acquisire i ferri del mestiere – ha detto il giornalista – che poi mi hanno aiutato a muovermi tra archivi e uffici giudiziari”. Una bella palestra per imparare il mestiere.

Il suo ruolo al Corriere oggi è quello di un “presidio mobile”, capace di intervenire in tutta la Lombardia dove la cronaca lo richieda. Con una convinzione: il mestiere è cambiato e non si può fare finta di nulla. E così Del Frate parla dei panda e dei topi. “Il panda non sopravvive perchè è un rompicoglione: se non mangia i germogli di bambù, crepa. Al contrario, i topi ci sono sempre e dovunque, mangiano tutto, si adattano”. Ecco, secondo Del Frate, i giornalisti, per reggere l’onda d’urto dei cambiamenti, veloci e profondi, del mestiere devono fare come i topi e lasciarsi alle spalle i simpatici panda.

Giornalisti della carta stampata, va bene, ma con i piedi ben piantati nella terra delle nuove tecnologie. Ha raccontato di avere raccontato il Maroni Day con i brevissimi messaggi di Twitter. E da Twitter avere ricevuto un messaggio di Obama. Resta però fermamente convinto che, come direbbero gli economisti, nessun pasto è gratis. E così “l’informazione gratuita è un mito: l’informazione costa e quella di qualità costa ancora di più”.

18 febbraio 2012
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