Varese

Non sparate sul “pianista”. Un errore in Consiglio

Tra mobilitazioni padane in difesa dei tre writers e riunioni di corridoio pidielline in vista del travagliato congresso provinciale, un piccolo incidente di percorso ha mandato in fibrillazione il Consiglio comunale di ieri sera.

Il “fattaccio” è accaduto al momento della votazione sul secondo punto all’ordine del giorno. Dopo una breve relazione dell’assessore Sergio Ghiringhelli, relativa alla convenzione da rinnovare con Villa Recalcati a proposito della gestione dello Iat varesino, si è sviluppata una veloce discussione in aula, con interventi del Sel Rocco Cordì e del piediellino Giacomo Cosentino. Poi dichiarazioni di voto e voto sul provvedimento, un voto che in realtà doveva essere una conferma dell’accordo già raggiunto in Commissione per il semaforo verde.

Al termine del voto elettronico, presenti 29 consiglieri e favorevoli 26 consiglieri, risultava astenuto un solo consigliere. E gli altri 2 voti dove erano finiti? Il presidente del Consiglio, Puricelli, segnala il fatto che non tornano i conti, ma poi dichiara essere in realtà stati 3 i consiglieri che si sono astenuti. E così si passa al punto successivo. Ma qualcosa non va.

Tra i banchi del Pd si nota una certa fibrillazione, qualche movimento, un certo nervosisimo. Cosa è accaduto? Che alcuni consiglieri del Pd dicono di avere visto il consigliere Cosentino “fare il pianista”, una colorita espressione utilizzata quando in aula qualche consigliere (o in Parlamento qualche deputato) vota per sè e per qualcun altro (nel caso specifico Cosentino avrebbe votato per sè e per il consigliere Battaglia).

Apriti cielo. Il segretario generale Filippo Ciminelli è lapidario. “Se si riscontra un caso del genere, la votazione deve essere invalidata”. E dunque? In realtà, Cosentino spiega al presidente del Consiglio che si tratta di un errore: avrebbe per errore toccato i tasti vicini, e dunque se ne scusa e chiede venia. A questo punto Puricelli prende atto della motivazione e chiede al capogruppo del Pd, Mirabelli, se deve darne notizia coram populo. Mirabelli abbozza e dice che non è importante, e che l’accordo sul punto già era stato raggiunto.  E, dunque, nulla di fatto e il Consiglio prosegue nel suo cammino.

17 febbraio 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi