Lettere

Perplesso sul Palazzetto

Da vecchio sportivo “volontario”, alcune considerazioni sul regalo, la concessione del Palasport,  che “gli amministratori pro tempore”  del Comune di Varese hanno fatto alla società sportiva Pallacanestro Varese spa ( società per azioni)  impegnando il futuro anche delle  amministrazioni comunali dei  prossimi  20 anni.

Con la scusa della squadra del cuore,  si fanno scelte  “pesanti”  senza neppure una preventiva discussione nelle sedi deputate al confronto, cercando anche di coinvolgere  le rappresentanze dei cittadini il più ampiamente possibile, si concede gratuitamente, e per un tempo lunghissimo, un impianto “pubblico” costruito con i soldi di tutti i cittadini, ad una società a fini di lucro (una spa) con la scusa che gestire il palazzetto costa troppi soldi. È lecito ed  etico questo modo  di fare? Forse  i professionisti dello sport non possono pagare?

E’  una visione distorta del problema, qualsiasi attività professionistica, quindi attività lavorativa a fini di lucro, si regge se l’imprenditore si procura tutti i “mezzi “ per svolgere la propria attività, capannoni, uffici, attrezzature , ecc., chiaramente nei costi della propria attività inserirà anche  quelli dei luoghi dove svolge l’attività imprenditoriale.

 Nello sport “professionistico” non è così!!   si pretende di fare business utilizzando  gratuitamente i “mezzi”,  i luoghi (impianti pubblici) con cui svolgere la propria attività professionistica e quindi a fini di lucro, ma pagando  in genere  stipendi e benefit altissimi ai giocatori professionisti.

Ormai lo sport professionistico è da paragonare ad uno “spettacolo” . Cosi  come nelle attività di spettacolo ogni imprenditore si procura “i mezzi” ( es. cinema, teatri, circhi, ecc) dove svolgere lo spettacolo pagandone il relativo costo, sarebbe etico e lecito che anche lo sport professionistico si adeguasse, evitando che, con la scusa del “tifo” , sia sempre  la solita collettività a coprirne una buona parte dei costi .

Spero  che non vengano fatti inutili paragoni con altre strutture pubbliche gestite da associazioni dilettantistiche che vedono la presenza di migliaia di cittadini che possono svolgere attività sportiva a costi sostenibili. Nel Palasport sarà ancora possibile organizzare attività e manifestazioni amatoriali a costi sostenibili ??

Franco Zanellati

16 febbraio 2012
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