Varese

Pd: writers, tolleranza zero. Anche per quelli padani

Scritte sul miro dell’Ippodromo di Varese da parte di alcuni giovani writers lumbard contro il presidente del Consiglio Mario Monti. Un atto che ha sollevato un’ondata di polemiche, con tanti che hanno sottolineato come la politica non può significare imbrattare muri con lo spray. Un fatto che ha portato il capogruppo del Pd, Fabrizio Mirabelli, e il consigliere comunale Pd, Andrea Civati, hanno depositato una mozione che chiede al Comune di costituirsi parte civile contro i writers padani. Premesse della mozione l’avere imbrattato un immobile di proprietà comunale e il fatto che i tre giovani sono stati identificati dalla Polizia di Stato quali autori dell’atto di vandalismo. 

I due esponenti del Pd di Varese ricordano che “l’assessore alla Polizia locale, avv. Carlo Piatti, in una sua dichiarazione, resa alla stampa locale il 4 settembre 2011, aveva annunciato tolleranza zero proprio contro coloro che imbrattassero i muri, pubblici, ledendo il decoro cittadino, affermando che ‘non possiamo più tollerare chi imbratta e deturpa la nostra città. Bisogna imparare a distinguere tra forme d’arte e vandalismi fine a se stessi. E chi va in giro armato di bomboletta a colpire, senza permesso, luoghi pubblici non può certo sperare di essere inserito tra i primi. Compito del Comune è vigilare in modo che la nostra città non cada nel degrado. E uno dei modi migliori per disincentivare atti come questi è, appunto, quello di costituirsi parte civile’.”

Una presa di posizione dura e condivisa dai due consiglieri, che chiedono a sindaco e giunta di “intraprendere tutte le azioni legali e giudiziarie necessarie – anche mediante la costituzione di parte civile o mediante autonome azioni civili – al fine di ottenere dai responsabili dell’imbrattamento la pulizia, a loro spese, del muro in questione, che fa parte di un immobile di proprietà comunale o, qualora non fosse possibile, il risarcimento del danno”.

14 febbraio 2012
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