Varese

Corsa agli ultimi biglietti per Fo e la Rame

Franca Rame e Dario Fo

Lo spettacolo, lo scorso anno, messo in scena dalla Familie Flöz sul palco del Teatro Apollonio, è stato un trampolino di lancio per una stagione teatrale di qualità. Il Teatro di Varese aveva già proposto una buona scelta di spettacoli, soprattutto musical, di carattere più commerciale, mentre mancava una selezione di proposte più di contenuto.

Ora il teatro di piazza Repubblica ha colmato il vuoto, e quest’anno, forse complice anche la scelta di una sola recita per titolo, ha offerto titoli di livello alto. E’ stato il caso della Medea di Euripide con la bravissima Pamela Villoresi, teatro quasi pieno, il Goldoni della “Bottega del caffè” targata Teatro Carcano di Milano, in scena il 21 febbraio, o “La povera gente” di Paolo Rossi (14 marzo), o “Un nemico del popolo” di Ibsen con Gianmarco Tognazzi (17 marzo). Ma certamente la punta di diamante sarà il grande “Mistero buffo”, che sabato prossimo 18 febbraio, alle ore 21, vedrà calcare il palcoscenico varesino due miti come Dario Fo e Franca Rame.

Uno spettacolo del ’69, che nel corso del tempo, come i grandi poemi, ha raccolto una serie di racconti e varianti infinita. Cosa sceglieranno di raccontare, nella Varese culla della Lega, il Premio Nobel e la grande Franca? Un mistero (buffo). Nessun mistero, invece, per quanto rigurda le prevendite dello spettacolo: praticamente restano ancora pochissimi posti liberi, dato che almeno 800 biglietti sono stati già venduti. Un fatto che, diciamolo, dà ragione a quanti, noi compresi, hanno sempre sostenuto che era necessario fare proposte di qualità, e che il pubblico sa scegliere e le gradisce.  E’ il caso del “Mistero buffo” di Fo e della Rame, che conferma che le cose, a Varese, stanno cambiando. Almeno a teatro.

13 febbraio 2012
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