Milano

Schwarz, quattro incontri sull’ultimo surrealista

Arturo Schwarz

“Per me il ruolo della poesia e dell’arte è quello di farci rinascere ogni giorno”, sono semplici le parole con cui Arturo Schwarz, motore propulsore dell’arte sin dal dopoguerra, si presenta al pubblico ancora oggi ad 88 anni. “Un poeta si esprime non soltanto con le parole, ma anche con la propria vita”. “La poesia prima di tutto. Una vita nell’arte” è la personale che Gigi Rigamonti e Alan Jones hanno dedicato a quest’uomo che ha fatto la storia dell’arte degli ultimi cinquant’anni in Italia. Una rassegna ospitata presso Artandgallery (via Arese 5, Milano), dal 10 febbraio al 9 marzo 2011, dalle 15 alle 19, escluso lunedì.

Philippe Daverio introduce il catalogo pubblicato da Marsilio riconoscendo che “… lui continua imperterrito a scoprire talenti in un’epoca che non ne vuol più sapere, che s’accontenta tranquillamente di finzioni prefabbricate nel retrobottega del mercato…” e Alan Jones ne dipinge “tutte le indagini del percorso di Arturo Schwarz, sia nel passato che in tempi recenti, portano ad un’unica ricerca: l’enigma irrisolto dell’uomo che cammina sotto al sole…”. Al vernissage hanno partecipato personaggi della storia letteraria ed artistica italiana, ma anche politici, come il neo-sindaco di Milano, Pisapia.

Perché “…indignazione politica e indipendenza di spirito sono rimaste la stella polare di Arturo Schwarz dai tempi della sua adolescenza. E’ una visione politica, come quella di Dante nella Divina Commedia, basata sul covincimento che la bellezza e la felicità umana possono scaturire unicamente dalla giustizia e libertà dell’Uomo. Per niente meno di ciò, vanno in prigione i poeti” (Alan Jones).

Arturo Schwarz è nato nel 1924 ad Alessandria d’Egitto, giunse in Italia nell’aprile del 1949, dopo la liberazione dal campo d’internamento di Abukir e dopo un anno e mezzo di prigionia nel sinistro carcere di Hadra. E’ possibile ripercorrere con Schwarz le tappe fondamentali della sua vita, quindi, del suo lavoro nei tre appuntamenti delle 19.30 che Artandgallery ha programmato nella singolare cornice dell’esposizione, che fa il punto anche della nostra storia: il 16 febbraio “Duchamp e il Surrealismo. L’opera come febbre dell’idea”; il 23 febbraio “Surrealismo, amore e politica. Scandalo della bellezza”; infine, il 1 marzo “Poesia e surrealismo” con reading dell’autore tra i ben oltre novanta titoli pubblicati.

L’esposizione si apre con l’ingresso della famosa libreria di Via del Gesù per far accedere il visitatore tra le copertine di un’infinità di cataloghi realizzati per le esposizioni dadaiste e surrealiste, dei movimenti d’avanguardia: Schwarz scoprì tra i tanti Baj, Manzoni, Cavaliere, Varisco, Echaurren e portò in Italia artisti come Duchamp, Ernst, Richter ed ancora Oppenheim, Martini, Ray, Mirò. E mentre ci si accinge a scoprire i tanti titoli della libreria, si viene risucchiati dal video di Maria Elisabetta Marelli, che ripercorre queste fasi che hanno composto il quadro italiano dell’arte.

“Vuoi sapere dell’Arturo poeta? La poesia è una pulsione interiore alla quale non puoi resistere… Troppo spesso abbiamo perso la facoltà di meravigliarci davanti alla bellezza del mondo. Condivido totalmente le parole di Andrè Breton, che nel primo manifesto del Surrealismo del 1924, scrive “Il meraviglioso è sempre bello, qualsiasi meraviglioso è bello, anzi non c’è nient’altro di bello che il meraviglioso.” Un grande artista, come un grande poeta, deve saper allargare i nostri orizzonti visivi e mentali”. Ed Arturo Schwarz ha dipinto orizzonti, da cui qualsiasi contemporaneo non può prescindere.

Ombretta Diaferia

12 febbraio 2012
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