Varese

Varesini stregati dalla torbida Medea-Villoresi

La Villoresi sul palco dell

Uno spettacolo seguito dal pubblico del Teatro Apollonio di Varesein religioso silenzio, solo un paio d’applausi a scena aperta. Poi, al termine, un caloroso battimani, liberatorio, capace di sciogliere la cupa atmosfera della vicenda,intrisa di violenza e passione. Grande Medea di Euripide, quella portatain scena dalla Stagione di Prosa del teatro di Piazza Repubblica, una tragedia affidata all’intensa presenza dell’attrice Pamela Villoresi, cheindossavai panni, rosso fuoco, della protagonista, eroina della libertà e della sottomissione al destino, che si muovein una scenografia essenziale ed arcaica.La Villoresi, diretta dal regista Maurizio Panici,in scena è scatenata. Urla la sua rabbia peril tradimento del marito Giasone, singhiozza per la sua condizione di esule senza fine, si addolora per dovere realizzare la sua vendetta togliendo la vita agli amati figli. Toni forti, quelli della Villoresi, che però, all’improvviso, lasciano spazio anche a sfumature psicologiche più sottili, che evocano ambiguità e furbizia, rassegnazione e follia. Un’interpretazione che conquista subitoil pubblico,il quale, però, gradisce anche il Giasone-David Sebasti,ironico e lucido spettatore di una tragedia che si dipana per seguire l’ineluttabile destino voluto dagli dei. Ottimi ancheil Creonte di Renato Campese, la misurata, affascinante nutrice proposta da Silvia Budri da Maren,il messaggero di Andrea Bacci (che si merita un applauso a scena aperta) eil misterioso canto della corifeainterpretata da Elena Sbardella.Applausi finali lunghi ed entusiasti, soprattutto nei confronti della potente Pamela. Corre peril palco, energica e spigolosa, ma la sua voce restainalterata, forte e chiara. Unica nota dolente dello spettacolo,i costumi di Lucia Mariani su disegno di Michele Ciacciofera:il regista Maurizio Panici,in scena Egeo, pare l’Aschenbach della “Morte a Venezia” di Luchino Visconti eil Creonte di Campese apparein frac e cilindro. No, proprio non ci stavano.

11 febbraio 2012
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