Varese

Pdl, Maria Stella incorona Lara. Lega sotto tiro

L'ex ministra Gelmini e Lara Comi

Non era il pubblico dei giorni migliori, dell’ascesa berlusconiana, dei trionfi del Pdl, quello che ieri sera ha occupato, solo in parte, la sala del De Filippi. Guest star della convention Pdl, l’ex ministra Mariastella Gelmini, giunta a Varese per incoronare la nuova coordinatrice provinciale del partito, la deputata europea Lara Comi, frutto di un super-accordo tra le varie anime del partito di Angelino Alfano, eccezione fatta per gli ex An. Ieri sera, tra i berluscones, la voglia di un congresso unitario, in programma per il 26 febbraio, si poteva toccare con mano. Eppure la partita non è ancora chiusa e i pochi ex An in sala, praticamente gli assessori provinciali, la diceva lunga.

Al tavolo della presidenza i fautori dell’accordo: Nino Caianiello, Raffaele Cattaneo, Gianfranco Bottini, oltre alla stessa Comi e all’ex ministra. Siedono al tavolo anche l’assessore regionale Zambetti e l’ex socialista Loris Zaffra. Tra le varie anime del Pdl, nonostante l’accordo sulla Comi, le differenze non mancano e si vedono. Ad esempio rispetto al ruolo del vice-coordinatore provinciale, che gli ex An rivendicano per loro, ipotesi su cui restano forti resistenze. Soprattutto da parte della componente formigoniana, che per i suoi numeri risulta però anche la meno preoccupata circa una doppia candidatura al congresso. Si vedrà.

Nel mirino di diversi interventi il Carroccio, alleato-competitore nel profondo Nord. Dopo il divorzio sul governo Monti, i due ex alleati non si risparmiano battute al vetriolo. Ma a nessuno sfugge, al De Filippi, che rompere l’alleanza comporta rischi reali. “Un caso Gallarate 2 non è la soluzione migliore”, dice la Comi dal microfono. Fa il pompiere l’assessore provinciale Bonfanti che, contro tutto e contro tutti, definisce “ottimi” i rapporti col Carroccio, e cita con simpatia la definizione di Galli che guarda ai pidiellini varesini come “piediellini mascherati da leghisti”.

Ma è l’assessore regionale Raffaele Cattaneo a silurare maggiormente i lumbard. Un ex alleato “più diviso che mai”, dice Cattaneo del Carroccio. “Parlavano di noi come divisi e abbiamo visto cosa è accaduto al loro congresso”. La porta alla Lega è aperta, dice Cattaneo, ma ricorda che “siamo alleati e competitivi”, dove la sottolineatura, anche nel tono della voce, è sul secondo aggettivo. L’intervento dell’assessore formigoniano è il più interessante sul fronte del partito: Cattaneo è l’unico a evocare ancora le primarie nel partito, oltre alla legge elettorale da cambiare, per dare più peso all’elettore. Sfumature, certo, ma nel Pdl anche le sfumature hanno il loro peso.

Dopo l’intervento di Nino Caianiello, parla l’ex ministra Gelmini, che non va per il sottile. A partire dall’espressione “interessi di bottega” che spiega la ragione dell’opposizione leghista a Monti. E se il Pd, a dire della Gelmini, “segue gli ordini della Camusso”, al Carroccio la Gelmini manda un ultimo messaggio: “il Pdl non vince da solo, ma neppure la Lega”. Ma in sala restano in pochi e il grigio intervento della Gelmini cade su pochi reduci berluscones.

11 febbraio 2012
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