Varese

E l’impresa va. Tra tasse-killer e nuove chance

Alberto Goffi

Un momento difficile e incerto per le imprese di casa nostra. Spesso costrette a confrontarsi con meccanismi burocratici lontani dalla realtà, con una normativa farraginosa, con una classe politica sorda alle loro esigenze. Eppure ci sono imprese che, nonostante tutto, nonostante le difficoltà, continuano ad andare avanti. Un mondo che è stato evocato dall’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio al De Filippi di Varese, organizzato da Raffaella Greco. Occasione per fotografare difficoltà e opportunità per le imprese, l’incontro ha visto la partecipazione di un personaggio che sta facendo parlare di sè: Alberto Goffi, coordinatore Udc del Piemonte, ma anche severo critico delle procedure messe in atto, nei confronti delle imprese e delle famiglie, da Equitalia, l’agenzia di recupero crediti da parte dello Stato.

Una vicenda famigliare alla base della battaglia di Goffi, che addirittura ha pubblicato un volumetto, “E’ Qui l’Italia?”, che contiene un vero e proprio baedeker su come difendersi da Equitalia. Goffi ha sottolineato come le sue critiche all’agenzia, non c’entrano nulla con la lotta all’evasione. “Nonostante sia stato così descritto, sono assolutamente critico verso l’evasione fiscale – ha detto Goffi -. Piuttosto sono allarmato del fatto che, nei confronti delle imprese in difficoltà, si proceda senza guardare in faccia a nessuno. Sono 1 milione e 700 mila le case ipotecate da Equitalia”. Un modo di agire che rende diffidenti, quando non apertamente ostili i contribuenti nei confronti dello Stato. “Il problema vero – ha insistito Goffi – è che non si fanno differenze tra chi è un evasore e chi, per la crisi, è in difficoltà veramente”. Una fotografia impietosa della situazione italiana, che ha portato anche altri in sala a dare la loro testimonianza, come il blogger Paolo Barrai. Un impegno, quello di Goffi, che lo ha portato a scendere sul terreno concreto. “In Piemonte – ha raccontato Goffi – siamo riusciti a portare via lavoro ad Equitalia, attribuendo il controllo sui tributi locali ad una piccola agenzia e formando piccoli difensori civici che stiano dalla parte dei contribuenti in difficoltà”.

Il confronto si è poi ampliato, dalle criticità alle opportunità a disposizione delle imprese. E’ intervenuto Giulio Moroni, avvocato e capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale a Varese, che ha presentato il background istituzionale e normativo del vicino Canton Ticino, ispirato ai principi della semplificazione burocratica e amministrativa, oltre che ad un atteggiamento friendly verso le nuove imprese. Tra i casi concreti, Moroni si è soffermato su una seria iniziativa di marketing territoriale, la piattaforma Copernico.

Compito di chiudere il confronto per Raffaele Nurra, architetto e inventore di Expo Village, una vetrina made in Varese che da anni gira l’Italia per illustrare contenuti e filosofia dell’esposizione internazionale del 2015. Un intervento di ampio respiro, incardinato sul concetto che i veri protagonisti dello sviluppo sono l’uomo e i territori. “Non dobbiamo chiederci cosa l’Expo può fare per noi, o cosa può darci – ha detto Nurra -, ma come noi possiamo interagire con Expo”. Una visione positiva, quella di Nurra, ma certamente non l’unica circa il grande evento. Non manca infatti chi guarda ad Expo come grande macchina di poltrone e risorse. Una visione fortemente criticata da Nurra, che ha sottolineato come Expo sia un’opportunità che non cade dall’alto, ma che va costruita con creatività e nuove idee.

11 febbraio 2012
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