Varese

Cava ex Coppa, e alla conferenza arrivò Nidoli

Il presidente Galli e l'assessore Marsico

Colpo di scena, questa mattina, a Villa Recalcati, dove era stata convocata una conferenza stampa sulla spinosa questione della Cava ex Coppa. All’improvviso, tra le autorità, qualche esponente di associazioni e i giornalisti, si è presentato alla conferenza stampa anche un Nidoli in carne ed ossa, sì uno dei Nidoli proprietari della cava nell’occhio del ciclone. Silenziosamente Antonio Nidoli si è seduto dalla parte del tavolo in cui stavano i giornalisti e ha iniziato ad ascoltare il presidente della Provincia, Dario Galli, e l’assessore alla Tutela Ambientale della Provincia, Luca Marsico. Qualche imbarazzo, ma nessun commento da parte dei rappresentanti della Provincia.

Per primo interviene il presidente Galli. Ricorda che, soprattutto per la pressione di associazioni e movimenti, la Provincia ha deciso di chiedere lo stralcio della cava dal Piano cave regionale. Una richiesta sulla quale la Italinerti, la società del Gruppo Nidoli proprietaria della cava, ha fatto ricorso al Tar. Il leghista Galli non va troppo per il sottile, e mette subito i piedi nel piatto: “La nostra posizione – dice Galli – non è mai stata quella di lasciare andare le cose senza intervenire. Perdippiù c’è un problema di sicurezza e poi non è bella da vedere”. Parla chiaro il presidente: “Una simile escavazione per mettere quella cava in sicurezza, è francamentre esagerata”.

Prende la parola l’assessore Marsico, per ripercorrere la lunga vicenda della cava. Ricorda che se non si arriva ad un accordo tra Italinerti e Comune di Cantello sulla cava, a questo punto scatta quello che Marsico chiama “potere sostitutivo” della Provincia. Un atto dovuto, l’autorizzazione da parte del dirigente della Provincia, che deve accendere il semaforo verde alla continuazione degli scavi. Tuttavia, come rimarca l’assessore Marsico, qui sorge un vero paradosso, legato alla posizione assunta da Villa Recalcati sulla questione: un niet senza se e senza ma alla riapertura. “La nostra posizione è chiara e si è espressa in atti concreti: prima un ricorso al Tar e ora un ricorso al Consiglio di Stato”. Un paradosso che potrebbe essere superato se la Regione cambiasse il Piano cave regionale tuttora in vigore. Tanto più che la maggioranza in Provincia e al Pirellone è la stessa: Pdl più Lega Nord.

Nidoli ascolta le considerazioni di Galli e quelle di Marsico. A un certo punto alza la mano e chiede di fare una domanda all’assessore. “No, non mi prenda per scortese, ma questa è una conferenza stampa istituzionale”, dice Marsico, nel frattempo abbandonato da Galli. “Ma io vorrei fare una domanda…”, ribatte Nidoli. “Ho sempre tenuto la porta aperta, anche a lei – gli dice Marsico -, ma questo non è il momento”. Le voci si alzano e si sovrappongono. Ma si giunge ad un compromesso: Nidoli parlerà ai giornalisti, una volta terminata la conferenza stampa. “Non vorremmo che apparisse una conferenza stampa congiunta”, dice l’addetto stampa della Provincia. Termina la conferenza stampa di Galli e Marsico, inizia quella, non programmata, della Italinerti. Nella stessa sala, dentro alla stessa Villa Recalcati, che della cava resta uno dei nemici più irriducibili.

9 febbraio 2012
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