Varese

Rifugio, non gattile, ma non si sa chi lo gestirà

La presentazione del rifugio per gatti

Si è riempita la Sala Matrimoni del Comune di Varese, questa mattina, per la presentazione del nuovo rifugio temporaneo per i gatti. Un cavallo di battaglia di Nonna Olga, la simpatica vecchietta che dei felini si è fatta paladina in tutti questi anni. Contentissima, perchè finalmente vede realizzarsi il suo sogno. Ma alla presentazione dell’iniziativa non c’è solo Nonna Olga, ma almeno altre 27 associazioni, non tutte di Varese, che si sono presentate all’appuntamento.

All’assessore alla Tutela ambientale del Comune di Varese, Stefano Clerici, spetta il compito di presentare il rifuglio temporaneo per gli amici felini. Clerici, più volte, che non si tratta di un “gattile”, cioè di un asilo permanente, ma di una sorta di day hospital per gatti che sorgerà all’ex Macello di Largo Gigli a Varese, quello che è balzato più di una volta agli onori della cronaca per la presenza del famigerato amianto. E infatti, spiega l’assessore, prima si eliminerà l’amianto e poi si procederà a realizzare il rifugio. A consentire questo programma di lavori il fatto che il Comune abbia vinto un bando regionale, con un finanziamento di 50 mila euro. Altri 15 mila sono stati messi a disposizione da Villa Recalcati, rappresentata questa mattina dall’assessore Bruno Specchiarelli. Presente anche il segretario generale di Palazzo Estense, Filippo Ciminelli. La spesa totale dell’operazione è di 66 mila euro.

Il direttore generale dell’Asl varesina, Giovanni Daverio, ha ribadito con forza che l’Asl di Varese è attenta alle proposte che possono giungere dal territorio. “In questo caso possiamo colmare un vuoto esistente nel nord della provincia – ha rimarcato il neo-direttore Asl -, dato che analoghe strutture esistono già nel sud del Varesotto (mi riferisco in particolare a Cassano Magnago, Castellanza e Gallarate). Da noi certamente verrà sempre supporto e sostegno alle iniziative del territorio. E qui sottolineo la mia ferma intenzione di lavorare a fianco delle tante associazioni che sono presenti a Varese, realtà che colgono i bisogni e ci suggeriscono risposte interessanti”.

Ha poi preso la parola il responsabile del servizio veterinario il dottor Eraldo Oggioni, che ha fotografato la situazione con efficacia: in provincia di Varese esistono 600 colonie di gatti, per un totale di 7 mila animali liberi sul territorio. Non vengono presi dall’accalappiacani, ma vengono recuperati i gatti feriti e ammalati che, dopo essere stati curati, vengono rimessi nel territorio. Come ha spiegato Oggioni, la nuova struttura sarà dotata di sette box, oltre ad uno di infermeria e 2 riservati all’isolamento. Tutti i gatti prima di essere ricoverati, verranno sterilizzati, curati, sarà fatto un prelievo di sangue e saranno curati.

Tra poche settimane, come ha cofermato Clerici, via ai lavori di ristrutturazione. E poi? Chi gestirà il rifugio per gatti? Questo è il vero punto oscuro della faccenda. Il Comune pare orientato a chiamare in causa le associazioni. Non è però un compito facile, quello di garantire la  gestione di una struttura come quella che si realizzerà. Clerici accenna ad una probabile gara d’appalto per la gestione del ricovero, ma non è stata ancora fatta una scelta su questo fronte da parte del Comune.

8 febbraio 2012
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Un commento a “Rifugio, non gattile, ma non si sa chi lo gestirà

  1. abramo il 8 febbraio 2012, ore 16:31

    ma è stato presentato il progetto, non il nuovo rifugio!

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