Economia

Univa: un imprenditore su quattro la vede nera

Da sinistra, Gandini, Brugnoli e Grazioli

La conferenza di inizio anno dell’Unione industriali della provincia di Varese fa il punto sulla nostra economia. Come sempre, si apre con una fotografia della situazione, tutta improntata alla stabilità. Ormai da anni, non è più tempo di segni più e percentuali positive, ma a piazza Monte Grappa si tira un respiro di sollievo perchè all’orizzonte appare non certo la ripresa, ma almeno la stabilità. Le parole confindustriali sono: “una stabilizzazione dei principali indicatori economici”. Un modo efficace, insomma, per dire che se proprio non è più crisi nera o nerissima, non è neppure arrivato il momento della ripresa.
E’ questa la cornice “stabile” in cui si tiene l’incontro annuale con i media da parte dell’Unione industriali. Al tavolo, accanto al presidente Giovanni Brugnoli e al direttore Vittorio Gandini, Giulia Grazioli snocciola cifre e mostra diagrammi sul maxi-schermo. Sala conferenze affollata di giornalisti, tutti ciriosi di capire dove si stia andando.  Ma al di là delle parole e dei grafici, l’economia varesina resta piuttosto pessimista. Se è vero, come si dice all’Univa, che, per quanto riguarda la produzione dell’ultimo scorcio dello scorso anno, che il 59% degli imprenditori pensa che nulla sia cambiato e il 25% dichiara addirittura un peggioramento. Come dire che uno su quattro è parecchio pessimista sul quadro generale. Un dato che viene confermato da quello sulle aspettative: nessun cambiamento in vista per il 65%, tre su quattro insomma.

C’è sempre l’export, è ver0. Un dato davvero significativo: da gennaio a settembre 2011 si registra un più 10,3%, rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Ma Univa non dimentica la crisi, che ha colpito durissimo la vecchia Europa. Non parliamo solo di Grecia, Portogallo e Spagna dove si è registrato un crollo dell’export varesino, ma anche per la Francia le cose vanno male (-2%). Tiene invece la locomotiva, la Germania, con un sorprendente più 22%, stesso dato che si registra tra i vicini cugini elvetici.  Dai dati, però, l’economia risulta agganciata ormai a Paesi extra-Europa, quelli del Bric, Brasile, Cina, Russia, tra il 20 e il 15%.

Riduziono generalizzate per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali nella nostra provincia, in calo del 38% rispetto all’anno prima. C’è anche da dire, però, che il confronto avviene con un “annus horribilis”, quindi siamo ben lontani da standard accettabili. Tanto più che, se dsi guarda il dato della cassa ordinaria del quarto trimestre, non un calo si registra, ma un aumento rispetto alla rilevazione precedente: +27%.

7 febbraio 2012
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