Varese

Le “Carte ciclostinate” di Sardella si sfogliano al Circolo

Il poeta e pittore varesino Sandro Sardella

Davvero non sarà stato lieve il fardello della definizione. Le definizioni pesano, sulle spalle e nel cuore, tanto più se, come nel suo caso, evocano mondi giganteschi e impegnati: “poeta operaio”, è sempre stato detto di Sandro Sardella. Ma senza che mai si chiarisse, si dicesse più di tanto, dondolandosi nello stereotipo che, come ogni stereotipo, appare rassicurante. Ora un libro ci aiuta a capire meglio, a guardare nel profondo, a sognare alto. E’ appena uscito dalla piccola e combattiva abrigliasciolta un volume che raccoglie il lavoro poetico di Sandro Sardella in tuta blu. “Carte ciclostinate”, il titolo folgorante. Con un sottotitolo pignoletto, ma trasparente: “volantini metalmeccanici & postali ciclostinati e fotocopiati in proprio”. La data fa sobbalzare il cuore: 1978-2011. Un periodo lungo, ma brevissimo. Un ciclo che tutto comprende: protagonismo, sconfitta e funerale del mondo del lavoro. Sì, tutto compreso. Ora non ci resta che lettura e riflessione.

Domani sera, si proverà a leggere e riflettere. Sandro Sardella presenterà il suo libro domani martedì 7 febbraio, alle ore 20.45, presso il circolo “L’Avvenire”, piazza del Milite Ignoto, Sant’Ambrogio a Varese. Diciamolo subito: le presentazioni di Sardella non sono nulla di palloso ed accademico, quanto piuttosto una festa, un happening, un rivedersi tra amici. Domani sera, a parlare del libro, e cioè di un percorso individuale e collettivo, da Romiti a Monti, in termini politici, dal Gruppo ’63 a Baricco, in termini culturali, ci saranno, oltre a Sardella, anche Gisa Legatti, che firma anche un contributo nel volume, Gian Marco Martignoni, Cgil di Varese, e Andrea Giacometti, direttore del quotidiano on line Varesereport.

Perchè sì, Sardella è un poeta che trae linfa vitale dal lavoro, dalla mobilitazione dei lavoratori, dalla loro storia, ma mixando il tutto, da un certo momento in avanti, con un punto di svolta decisivo: il Settantasette. Un detonatore. Un’esplosione che tutto manda a pezzi, e tutto ricompone. Tra gli interventi contenuti nel libro, uno appare illuminante, per piglio critico e lucidità: quello di Pablo Echaurren, che con il Settantasette ebbe commerci intimi e prolungati (lui e le sue geniali copertine Savelli). Da quell’esplosione Sardella vola alto, lui e la sua maschera, lucida ed ironica, ”Sandrino operaio stupidino”. Che imperterrito e ostinato, come il Bartleby lo Scrivano di Melville o il Giovane Holden di Salinger, interroga e interviene. Ostinato soprattutto quando le risposte non arrivano o sono prese per i fondelli. 

Il libro “Carte ciclostinate” sarà costato fatica all’editore. Volantini riprodotti, disegni, commenti di pugno dell’autore ai margini, rassegna stampa sull’autore, tutto è mescolato ad arte. E poi tanti ciclostile. Sentimenti prevalenti, nello sfogliare il libro: nostalgia, divertimento, profondo rammarico che sia finita così. E che i tanti Sandrini operai stupidini, in tutto il mondo, abbiano capito di non essere così stupidini e proprio per questo, abbiano sofferto di più.

6 febbraio 2012
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