Varese

Fassina (Pd): bravo Monti, ma non toccare l’articolo 18

Da sinistra, Taricco, Cacioppo, Alfieri, Fassina, Marantelli e Tosi

Reduce dall’incontro con i sindacati Cgil, Cisl e Uil della nostra provincia, il responsabile economico del Pd a livello nazionale, Stefano Fassina, conserva un’impressione molto positiva. “Consapevoli e preoccupati”, dice dei suoi interlocutori. Il mondo cambia, il Paese cambia. “A ritmi vertiginosi”, dice Fassina. E allora “la presenza sul territorio è l’unico modo per capire al volo cosa sta accadendo. E reagire con scelte tempestive”. Con Fassina, in questo viaggio nell’economia varesina, il vertice varesino del partito di Bersani: il deputato Daniele Marantelli, il segretario provinciale Fabrizio Taricco, i consiglieri regionali Stefano Tosi e Alessandro Alfieri, il responsabile lavoro provinciale, Emiliano Cacioppo. Un viaggio che porta il Pd a incontrare, nel pomeriggio, anche industriali, artigiani e commercianti. Incontro con tutti i varesini, questa sera, alle 21, presso il De Filippi.

Fassina a Varese si sofferma sui temi del giorno. A partire dal governo Monti e dalla difficile trattativa sul mercato del lavoro in corso a Roma. “Il governo Monti sta facendo bene all’economia. Però insistere tanto, oggi, su licenziamenti e articolo 18 da parte del governo, significa non avere il senso della realtà – dice Fassina -. Con tanti lavoratori in mobilità e cassa integrazione, con sessantenni che restano senza lavoro e senza stipendio, l’articolo 18 non è il capitolo principale. Soprattutto dal punto di vista del 95% delle imprese, che hanno dimensioni piccole o piccolissime. Facciamo fatica a capire questa ostinazione”. Tra i temi affrontati con i vertici sindacali, anche il capitolo-Melpensa. “Un altro spot di chi ha governato fino a poco tempo fa – dichiara il responsabile economico del Pd -. Un caso da manuale di come si possa sperperare denaro pubblico. Ora è il caso di guardare in faccia il problema, buttare la polvere sotto al tappeto è controproducente”.

Quanto al decreto liberalizzazioni, il giudizio di Fassina è tranciante. “Si pone un serio problema di equità. Da questo punto di vista, sul fronte delle banche e delle assicurazioni si poteva certamente fare di più”. Non manca, Fassina, di soffermarsi anche sul tema controverso della guerra all’evasione fiscale, che a volte dà l’impressione di essere affidata a blitz forti dal punto di vista mediatico, ma concretamente poco efficaci. “L’immagine conta, percè svolge una funzione di deterrente. Però non si è sparato nel mucchio, gli esercizi erano stati selezionati. Così come non si è trattato di una guerra contro il Nord: si è andati anche a Roma. Sull’evasione fiscale non si devono fare guerre di religione. E al posto dei blitz, si devono avere procedure ordinarie che consentano un adempimento spontaneo”.

Al termine dell’incontro con i giornalisti, Fassina mostra di avere le idee chiare circa il profilo del Pd. “C’è chi pensa che il Pd sioa una forza riformista che si fonda su un elettorato mediano. No, io credo che sia un partito riformista ancorato al mondo del lavoro e alle realtà produttive, un fatto che qualcuno, nel mio partito, considera imbarazzante. Certamente non io”.

A riassumere, con la consueta verve, il senso dell’incontro, ci pensa il deputato varesino del Pd, Daniele Marantelli: “L’asse Arcore.Gemonio ha portato il paese sull’orlo del precipizio – dice Marantelli -, ora un varesino di nome Monti sta cercando di salvare il Paese. Siamo orgogliosi di lui, ma certamente non gli diamo una delega in bianco”.

6 febbraio 2012
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