Varese

Vola Grillo, crolla il Pdl. Parola di Renato Mannheimer

Renato Mannheimer e Mauro Della Porta Raffo

Il sondaggista più famoso d’Italia, Renato Mannheimer, ne ha per tutti. Per il presidente del Consiglio Monti, per il presidente della Repubblica Napolitano, per il Pdl, il Pd, il Carroccio. E’ stato ospite, questa mattina, del Salotto di Mauro della Porta Raffo a Varese. Un conversazione amabile, con qualche battuta al vetriolo, svelando e non svelando le percentuali di ascesa e discesa dei politici e dei partiti italiani.

“Ho iniziato a fare sondaggi – ha detto Mannheimer – per capire se e quanto piacevo alle ragazze. Poi ho continuato”, esordisce il sondaggista che appare nella trasmissione “Porta a porta” di Bruno Vespa. Quanto a quest’ultimo, l’esperto appare quanto mai soft. “E’ un rapporto tra professionisti, senza nessun condizionamento nei miei confronti. Ci diconono l’argomento della puntata e noi, a due ore dalla registrazione, diamo a Vespa i risultati del sondaggio”. Sondaggi, arte complessa e a rischio, spesso maneggiata da grandi multinazionali che riservano solo il 10% del loro lavoro ai temi politici. Ma proprio sui temi politici, Mannheimer ha svelato le sue carte.

Partendo dal primo ministro Mario Monti, a capo di un governo tecnico, chiamato dal Colle a salvare la patria dagli attacchi di spread selvaggio. In questo momento Monti piace, e tanto, agli italiani. “Oggi Monti piace al 57% degli italiani, la maggioranza. Certo, Berlusconi ha toccato anche punte del 60%, ma in questo momento Monti è molto popolare”. Perché? Un mix di motivi diversi. “Viene considerato quello che ha salvato l’Italia dal baratro, anche i sacrifici non piacciono a nessuno”. Contribuisce anche la super-ostilità che riguarda i partiti, dato che solo l’8% degli italiani dichiara di avere fiducia in essi. Eccezione fatta per i leghisti che, per quanto riguarda la fiducia verso la stessa Lega, salgono al 15%. “Monti viene considerato il non politico”, dice Mannheimer.

Grande fiducia anche per il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il vero patron del governo Monti. E il sondaggista, su Napolitano, fa una piccola rivelazione. “Quando militava nel Pci, Napolitano è stato il primo a farsi fare un sondaggio, mentre nella Dc e nel Pci regnava una grande diffidenza verso quello strumento”. I tempi cambiano, le abitudini pure. “Berlusconi leggeva i sondaggi ogni giorno, quando era presidente del Consiglio”. Sul fronte partiti, l’esperto di trend e percentuali non ha peli sulla lingua. “Il Pdl sta avendo una caduta molto forte: un po’ perchè Berlusconi non si vede più, un po’ perchè appoggiano Monti”. Sul Pd non è meno duro il giudizio: “Se Alfano non ha la stoffa del leader – continua Mannheimer -, non parliamo di Bersani”.

Chi, invece, sale nei sondaggi è Grillo. “Raccoglie molti consensi, è in crescita, cavalca l’antipolitica, un tema che in Italia ha sempre funzionato, come è accaduto per la Lega e il Bersluconi delle origini”. Il problema vero è che destra e sinistra sono morte, al punto che ben il 30% degli italiani intervistati nei sondaggi non si riconosce in una delle due. “E Grillo raccoglie il consenso proprio di chi non si sente né di destra, né di sinistra”.

4 febbraio 2012
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Un commento a “Vola Grillo, crolla il Pdl. Parola di Renato Mannheimer

  1. lorena il 5 febbraio 2012, ore 10:52

    non ho contestato ieri Menheimer………..perchè di sondaggi si trattava……ma davvero chi non trova più una sua identità a destra o a sinistra va coi grillini???……popolo bue???…..e……parlando delle…….”mutande nere” che ieri nominava……..nella moda funziona, si fa un sondaggio a campione, poi si “lancia” la tendenza, cercando di portare tutti in quella direzione…………quindi, mi domando, a volte i sondaggi fanno da biga??

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