Varese

Via di Varese per un Guttuso politicamente corretto

La cerimonia a Villa Mirabello

Nel pomeriggio il Comune di Varese, nel centenario della nascita, ha intitolato una via della città al pittore e intellettuale Renato Guttuso. Una scelta più che ragionevole, considerato che Guttuso è vissuto a lungo a Velate e che fu poi insignito della cittadinanza onoraria varesina nel 1983. Prima di lui l’onore venne riservato soltanto a Garibaldi. Un piccolo gruppo di autorità, qualche giornalista, qualche varesino hanno assistito all’intitolazione di un vialetto che, da piazza della Motta, sale a Villa Mirabello, e che oggi, a differenza di domenica scorsa, era stato liberato dalla neve e cosparso di sale anti-ghiaccio. Eppure, la manifestazione ha evocato un Guttuso politicamente corretto, liberato da una serie di elementi che avrebbero reso tutto molto più impegantivo.

Tutto è iniziato con un intervento del sindaco Attilio Fontana, presente al taglio del nastro con la fascia tricolore e accanto agli assessori alla Cultura, il pidiellino Simone Longhini, e al Commercio, il leghista Sergio Ghiringhelli. Singolare, invece, l’assenza dell’assessore alla Tutela Ambientale, Stefano Clerici: singolare perchè la prima volta che si parlò a Varese della intitolazione, avvenne grazie a Clerici. Oltre a Fontana, sono intervenuti il Prefetto Giorgio Zanzi e l’assessore Simone Longhini. Tra il pubblico anche i consiglieri comunali Niada (Lega) e Cordì (Sel). Invitato anche il figlio adottivo del pittore, Fabio Carapezza, che tuttavia non è potuto intervenire per altri impegni.
Terminata la cerimonia di scopertura della targa all’esterno, l’evento si è spostato dentro Villa Mirabello, con la motivazione che la famosa mostra dedicata a Guttuso e curata da Giovanni Testori era stata ospitata proprio qui. Ad evocare la figura di Guttuso, la studiosa Serena Contini e il giornalista Gianni Spartà. Supportata da una serie di immagini proiettate su grande schermo, la Contini ha offerto un ritratto dell’artista e dell’uomo. Le radici siciliane, i profondi rapporti con altri grandi uomini di cultura (da Sciascia a Pasolini, da Moravia a Picasso), le relazioni con Varese e, in particolare, con Velate, dove Guttuso abitò per anni a Villa Dotti. La Contini si è soffermata sui capolavori di Guttuso, dalla stupenda “Vucciria”, concepita a Velate, fino alla controversa “Fuga in Egitto” alla terza Cappella del Sacro Monte. Tuttavia ne è risultata un’immagine scolorita, del tutto priva di quella passione politica e civile (Guttuso era un convinto iscritto al Pci, di cui condizionò la politica culturale) che influenzò profondamente vita e arte del pittore. Nulla di questo si è detto, argomento assolutamente off limits nel ritratto che è stato presentato.
Quanto alla testimonianza di Gianni Spartà, che ha ricordato i suoi incontri con l’artista, rimarcando la “varesinità di Guttuso”. Giustamente Spartà ha sottolineato i forti rapporti del pittore con monsignor Pasquale Macchi, tra gli ispiratori della “Fuga in Egitto”, e ha rimarcato la capacità di Guttuso di “portare la sua sicilianità nel freddo di Velate”. Nessun accenno, invece, al capitolo difficile e problematico della Fondazione Guttuso che non è mai decollata a Varese, ma che avrebbe potuta essere un’occasione, peraltro auspicata da Spartà, per riallacciare i fili tra Guttuso e la città di Varese.
Ps: si rimanda i lettori interessati all’incontro tenuto su Guttuso dal professor Luigi Zanzi, assai poco reticente e poco amante di un Guttuso politicamente corretto, un incontro che si è tenuto nell’ambito del Premio Chiara 2011.

3 febbraio 2012
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2 commenti a “Via di Varese per un Guttuso politicamente corretto

  1. cittadinosuperpartes il 4 febbraio 2012, ore 10:31

    Deve essere stata dura per l’assessore Clerici rinunciare all’evento e finire sui giornali suo passatempo preferito, e cosa che peraltro sa far meglio di tutto il resto, ma commemorare un comunista giammai!!!!!

  2. ALBERTO il 8 febbraio 2012, ore 17:39

    BUONGIORNO A TUTTI E COMPLIMENTI PER L’OTTIMA IDEA, MI PIACEREBBE CHE VENISSE APPLICATA ANCHE PER ALTRI ILLUSTRI CITTADINI DI VARESE PER ESEMPIO CLAUDIO CASTIGLIONI, ILLUMINATO INDUSTRIALE DEL SETTORE MOTOCICLISTICO, A LUI SI POPTREBBE INTITOLARE LA VIA CHE DALLA NORD LACUALE CONDUCE SINO AL LAGO, LA STRADA CHE PER OLTRE 30 HA PERCORSO PER ALMENO 4 VOLTE AL GIORNO.
    COMPLIMENTI ANCORA

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