Varese

Provincia di Varese decide di non fare karakiri

Villa Recalcati

Una seduta dall’esito piuttosto scontato. Scontato, cioè, che Villa Recalcati dicesse di no alla sua stessa morte. E infatti il Consiglio della Provincia di Varese ha espresso un voto favorevole all’ordine del giorno targato Upi “No all’Italia senza provincia” (contro l’articolo 23 del decreto Monti). Certo, va segnalata l’eccezione che riguarda il consigliere Idv e i due consiglieri Fli, ma il semaforo rosso è stato acceso praticamente da tutti. Insomma, dalla Lega al Pdl, al Pd, nessuno pensa a sopprimere la Provincia, un’istituzione sulla cui utilità, per i cittadini, è più che legittimo nutrire forti dubbi, mentre non ci sono dubbi che si tratti di un grande macchina che offre ai partiti poltrone, stipendi e incarichi vari.

La seduta del Consiglio provinciale di Varese si è aperta con l’intervento del presidente, il leghista Dario Galli: “Ho una visione dello Stato decisamente aziendalista – ha dichiarato Galli -, ovvero lo Stato dovrebbe essere una grande organizzazione con lo scopo di gestire i servizi per i cittadini attraverso organismi che siano i più razionali possibili, con i costi di funzionamento più bassi possibili”. Secondo il presidente “un Paese di 60 milioni di abitanti deve avere livelli di amministrazione pubblica adeguati alle dimensioni numeriche e territoriali. Quindi i Comuni e poi livelli superiori che possano gestire servizi che i comuni non possono garantire. Ad esempio le strade di collegamento provinciale e le scuole”. ”Qualcuno – ha proseguito Galli – mi deve spiegare perché eliminare la Provincia di Varese con 1 milione di abitanti e manteniamo una regione come il Molise che ha meno abitanti della nostra provincia e ben due amministrazioni provinciali. Lo stesso vale per l’Umbria, ma anche per il Friuli che ha lo stesso numero di abitanti della Provincia di Bergamo o la Liguria che conta meno abitanti della provincia di Milano”. Insomma, per il presidente Galli “si va a fare un grave danno ai territori, senza per altro proporre un modello alternativo di Paese”.

Numerosi gli interventi in Consiglio, tutti contrari all’abolizione delle Province. Tra gli interventi queklli di Claudio Merletti, dirigente Ufficio territoriale scolastico provincia di Varese, di Franco Colombo, presidente Confapi, di Bruno Amoroso, presidente della Camera di Commercio di Varese, di Sergio Ghiringhelli, assessore comunale al Commercio e Promzione del Territorio.

Per Stefano Gualandris, consigliere provinciale, capogruppo Lega Nord, “siamo le vittime sacrificali dell’antipolitica”. Per Mario Aspesi, consigliere e capogruppo Pd, “questo provvedimento e la fretta con cui è stato fatto è dettato solo dalla demagogia”. Secondo Piero Castiglioni, consigliere e capogruppo Pdl, “l’elenco delle cose positive fatte da questa amministrazione è lungo. Vorrei poi sottolineare l’aspetto politico e più precisamente il rapporto tra consigliere e collegio elettorale. Io credo che fare politica, intesa come scelte amministrative per il territorio sia un valore importante di cui farsi carico”.

Colpo di scena, invece, per il rappresentante dell’Udc, che a livello nazionale si è schierata per l’abolizione. E’ intervenuto Paolo Sartorio, consigliere provinciale e capogruppo Udc, che ha detto: “Ci è stato chiesto di allinearci e noi invece faremo esattamente il contrario di quello che ci è stato detto. La motivazione è semplice: l’eliminazione è una fesseria colossale e voteremo con convinzione l’odg Upi”.

31 gennaio 2012
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6 commenti a “Provincia di Varese decide di non fare karakiri

  1. ester il 31 gennaio 2012, ore 22:02

    Ho partecipato alla seduta,aperta al pubblico e appunto erano tutti d’accordo,nessun dissenso,un incontro fra di loro,si conoscevano tutti e tutti concordavano nel sostenere che è controproducente abolire una provincia come quella di Varese.C’erano anche, vicino ai vigiii, volantini propagandistici dell’UPI(unione province d’Italia) che ha sede a Roma.Evidentemente c’è qualche rischio di perdere il potere che le province assicurano e si cerca di difenderlo anche in modi così scoperti e utilizzando le istituzioni stesse.Anna Biasoli

  2. Marco Colombo il 1 febbraio 2012, ore 09:47

    Mi permetto di dissentire. Il nostro gruppo Di FUTURO E LIBERTÀ non è d’accordo ed infatti abbiamo votato contro la difesa del Palazzo. Marco Colombo

  3. Alfredo il 1 febbraio 2012, ore 13:54

    Abolire le province significa sostituirle con un controllo regionale a mezzo di un burocrate nemmeno eletto dal popolo. E’ sicuro che il personale non può essere licenziato per cui il risparmio si limiterebbe agli emolumenti dei politici.
    Allora si divida questo costo per il numero di abitanti e se è superiore ad una certa cifra si elimini la provincia, se è inferiore si conservi.
    Questa mi parrebbe una proposta ragionevole.
    Io mi sento varesino anzi varesotto visto che abito in provincia e questa localizzazione specifica è quella che mi rappresenta di più quando sono in Italia.
    Forza Galli. Tegn dûr.

  4. ester il 1 febbraio 2012, ore 15:18

    chiedo scusa a Idv eFeL

  5. cittadinosuperpartes il 1 febbraio 2012, ore 17:14

    Signori la ricreazione e’ finita la tavola non e’ piu’ imbandita come un tempo. Ora e’ il momento della sobrieta’. I partiti devono capire che la democrazia si esercita , senza spendere il patrimonio di tutti cittadini, in temini monetari come costi di gestione.La parola d’ordine deve essere razionalizzare meno persone, ma motivate a servire lo stato, cioe’ i cittadini. Abolizione senza distinzione di tutte le provincie, tre macro regioni Nord, Centro, Sud non ci sara’ piu’ niente di autonomo, o statuto speciale l’Italia e’ una sola con regole certe per tutte. Cento deputati per regione, che non potranno fare piu’ di due legislature, e poi non piu’ rieleggibili, stipendi in linea con il mercato del lavoro, Chi commettera’ dei reati in veste pubblica le condanne saranno severe con rito per direttissima Va da se che anche il parlamento sara’ piu’ che dimezzato e varra’ anche per i deputati due legislature e poi a casa. Chi vorra’ servire in seguito lo stato lo fara’ in modo volontario avendo riconusciuti le spese vive di funzione.Solo in questo modo si dara’ un segnale concreto di sobrieta’ e di attaccamento alle istituzioni per far tornare grande e rispettata questa nostra amata Patria. Tutto il resto sono piccole furbizie per mantenere la poltrona e il mega stipendio senza mai sudare!!! Siamo stufi di tutti voi che avete portato l’Italia vicino al baratro, e che ancora una volta viene chiesto al popolo a redito fisso di porre rimedio con grandi sacrifici al disastro economico morale sotto gli occhi di tutti.

  6. abramo il 2 febbraio 2012, ore 10:27

    abolire le province? e come si potrebbe poi edificare così facilmente progetti inutili ed insensati?
    e poi come potrebbe un Amministratore gestire la cosa pubblica come un’azienda?
    no teniamole, sono utilizzime a distruggere il patrimonio comune…

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