Varese

Federfarma alza il tiro sulle “bugie” dei media

Il presidente Luigi Zocchi

Federfarma di Varese non ci sta e apre il fuoco contro quelle che considera “menzogne” propagate, sui farmacisti, dai media nelle ultime settimane. In vista dello sciopero delle farmacie in programma per l’1 febbraio, prende la parola il presidente Luigi Zocchi. “Sono state molte le trasmissioni in cui sono state dette cose false”, dice Zocchi, che prende di petto le principali motivazioni della scelta di liberalizzare le farmacie da parte del governo Monti.

Zocchi parte dalla considerazione che “mentire nuoce gravemente alla sanità”. E dunque inizia a dire che non è vero che le parafarmacie in Italia siano 7000. In realtà, dice Zocchi, sono soltanto 3300 quelle effettivamente aperte. E aggiunge che “i prezzi in farmacia risultano mediamente inferiori di 3-4 punti percentuali rispetto alle parafarmacie, con assortimento di almeno il triplo di prodotti (800-1200 contro 200-300)”.  Altro ragionamento smentito da Zocchi, il fatto che senza liberalizzare sono farmacisti solo i figli di farmacisti. “Le cose non stanno così: su 214 farmacie in provincia di Varese, 37 sono comunali e 32 sono state vinte per concorso”. Non è neppure vero che, nella situazione di oggi, non liberalizzata, i laureati farmacisti non trovino lavoro dopo la laurea. “Ad un anno dalla laurea, il 100% dei neolaureati ha trovato lavoro, e per in maggioranza a tempo indeterminato”.

Ma la vera bestia nera di Federfarma è un mostro chiamato “grande distribuzione”, il vero nemico, la grande minaccia sul futuro delle farmacie. “Nessuno ha ricordato in tv che tutte le manovre – dal 2006  e manovra Monti inclusa – hanno puntato ad agevolare la grande distribuzione”. Una realtà che in gran parte è a capitale straniero, e dunque “non fa guadagnare i cittadini, non il servizio farmaceutico, non lo Stato italiano”. E poi la grande distribuzione, dice il presidente di Federfarma Varese, è un “category killer” nei confronti dei negozi specializzati. Su questo fronte, Zocchi ricorda l’importanza delle farmacie italiane: da loro si trovano medicinali con i prezzi più bassi d’Europa. Basti pensare che centinaia di farmaci hanno prezzi al di sotto della soglia dei tre euro.

Considerazioni che fanno parte di una campagna di sensibilizzazione promossa da Federfarma a livello nazionale. Dopo lo sciopero dell’1 febbraio, i farmacisti continueranno la loro mobilitazione. Tra le iniziative anche una raccolta di firme per abrogare il Decreto Sviluppo e una lettera aperta a presidente della Repubblica e presidente del Consiglio: i provvedimenti governativi siano basati su dati di fatto oggettivi e non su menzogne interessate, portate avanti da grandi gruppi economici.

30 gennaio 2012
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Un commento a “Federfarma alza il tiro sulle “bugie” dei media

  1. ester il 31 gennaio 2012, ore 14:58

    Ma perché tanta rabbia,tanta mobilitazione da parte dei farmacisti, se non perché si toccano i loro interessi.Nelle farmacie ci sono le code,la gente paga e non chiede sconti.Se c’è qualche sconto,è solo su farmaci da banco ed ha fatto seguito all’introduzione delle parafarmacie.Ecco verso queste i farmacisti mostrano un atteggiamento inaccettabile,come se non vi operassero farmacisti laureati come loro.Ma quest’ultimi possono vendere ben pochi prodotti e così non si può realizzare,neppure all’interno sei supermercati,un cambiamento effettivo nella vendita dei farmaci.Eh già i farmacisti hanno paura dei supermercati che sono in realtà una vera “category”risparmio.Eppure i dottori di” classe A” hanno mantenuto il monopolio della classe C e continuano a vendere di tutto dai cosmetici agli occhiali naturalmente a prezzi più alti,mentre i farmacisti delle parafarmacie, fra un po’ venderanno aria fritta.La presa di posizione dei sig.farmacisti col loro ritenersi i difensori eletti della sanità, col loro appellarsi a vecchietti indifesi e a raccolte di firme è davvero stridente con la rendita di posizione che detengono,offensiva ed ingiusta per tutti i farmacisti delle parafarmacie cui di fatto si impedisce d fare il loro lavoro ed ostativa nei confronti del tentativo di introdurre nella nostra società condizioni di crescita più eque per tutti.Anna Biasoli

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